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Emilia Romagna e la Manufacturing Renaissance di Chicago avviano un progetto comune per rilanciare l'industria.

06/08/2014
Si chiama Global Manufacturing Renaissance Alliance ed è un esempio concreto di come si potrebbe lavorare per il rinascimento industriale di cui si parlerà in Europa, a cominciare dai sei mesi a guida italiana.

Nel suo discorso di apertura al Parlamento europeo, il 2 luglio scorso, il Presidente del Consiglio Matteo Renzi ha sottolineato l’importanza della crescita, della creazione posti di lavoro e di una società europea inclusiva. Circa due settimane prima, il Consiglio europeo aveva avanzato la necessità di una rinascita industriale per affrontare in maniera efficace l’impatto della crisi finanziaria che si è abbattuta sull'economia europea e che ha avuto effetti devastanti sul mondo del lavoro, creando disoccupazione, precarietà, ecc., e aggravando la «marginalizzazione» delle comunità.

La presidenza Italiana ha quindi dichiarato la volontà di voler gettare le basi per un «Nuovo Rinascimento» in grado di creare le condizioni per un’Europa competitiva ed equa, un Rinascimento che possa creare prospettive, profondità e visione. Questo Rinascimento si potrà realizzare solo riconoscendo la centralità dello sviluppo dell’industria e della manifattura, per una crescita solida e stabile nel tempo, per generare posti di lavoro di qualità, per uno sviluppo equilibrato dell’economia e del territorio.

Il manifatturiero è però anche fondamentale per lo sviluppo dell’economia della conoscenza (la maggior parte della spesa totale in ricerca e sviluppo, a livello globale e in Europa, è generata dal settore industriale). Inoltre, un buon sviluppo industriale è la base per una migliore distribuzione del reddito ed è fortemente correlato a sistemi di welfare universali ed efficienti, che non a caso sono nati storicamente con lo sviluppo dell’industria.

Il Rinascimento della Manifattura si riferisce a una nuova industria, che opera in un contesto globale, in una dimensione innovativa e il cui valore deriva dai processi, dai prodotti, e ancora di più, da servizi e sistemi. In questo contesto, la tecnologia dell’innovazione, la digitalizzazione, lo sviluppo del capitale umano e di nuovi posti di lavoro, un’industria sostenibile e rispettosa dell’ambiente, strumenti di finanziamento a sostegno del settore dell’economia reale e del lavoro sono gli elementi che caratterizzano questa nuova Rivoluzione industriale. Centrali, per il successo dello sviluppo e della leadership di questi programmi, sono veri e propri partenariati ??pubblico/privati che includano imprese, lavoro, leader delle comunità, governo, sistema educativo e sistema della ricerca pubblica.

Nasce da questa consapevolezza la «Global Manufacturing Renaissance Alliance» che ASTER e Regione Emilia-Romagna intendono avviare con Manufacturing Renaissance di Chicago, organizzazione non profit indipendente al lavoro sui programmi di rilancio della manifattura americana, la cui missione è quella di creare un’alleanza globale effettiva che promuova modelli di produzione socialmente inclusivi e sostenibili e che abbraccino l’internazionalizzazione della ricerca applicata e dello sviluppo, l’innovazione e la competitività delle imprese sulla base di manodopera altamente qualificata.

L’obiettivo è insomma quello di valorizzare il rinascimento della manifattura a livello economico, sociale, scientifico e culturale, sviluppando, ad esempio, programmi comuni sulla scuola tecnica elevando la qualità della proposta formativa, sulla ricerca e lo scambio di buone pratiche, azioni innovative anche nel settore finanziario; promuovendo la collaborazione di istituzioni pubbliche e private. Ma non solo. Obiettivo primario è lo sviluppo di una manifattura globale che sia rispettosa dell’ecosistema così come dei diritti sociali ed umani, che non possono continuare ad essere un fattore di competizione sui costi.

La strategia proposta è pertanto ancorata a un approccio integrato e convergente, che leghi lo sviluppo globale a quello dei territori, alle questioni sociali più ampie promuovendo il dialogo tra mondo dell’impresa e del lavoro, governi, ricerca, educazione e società civile.

Noi crediamo che ci siano alcuni argomenti chiave che devono essere presi in considerazione da parte dei decisori politici per impostare le politiche industriali del futuro, per esempio la costruzione di un network internazionale di organizzazioni che si impegnino a considerare l’intera gamma di questioni economiche, sociali e ambientali relative a un rinascimento manifatturiero globale; la creazione di un consenso pubblico e privato su questi argomenti e dunque un impegno comune; la sperimentazione di nuovi approcci innovativi per favorire l’innovazione tecnologica e la competitività manifatturiera (in primis: Green economy, manifattura digitale, tecnologie per il benessere e la salute, creatività). E ancora, lo sviluppo di adeguate competenze per la forza lavoro nel settore industriale e nella manifattura avanzata in particolare. Infine, la promozione didemocrazia economica e pratiche di gestione partecipative.

La Global Alliance, in definitiva, vuole essere un contributo concreto per sostenere la nuova dimensione della manifattura che sta crescendo e che guiderà le politiche industriali future, profondamente legate allo sviluppo economico, all’innovazione tecnologica e del lavoro, ma fortemente connesse con l’innovazione sociale e civile delle comunità e dei territori, dei sistemi di welfare. Un Rinascimento Industriale che diventi il pilastro di un nuovo sviluppo globale economicamente e socialmente sostenibile e riabilitante.

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