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Epilogo della vicenda Bankitalia

30/10/2017
Vincenzo Visco: "Autogol da parte del Pd"

La questione della nomina del governatore della Banca d’Italia si è chiusa come avrebbe dovuto fin dall’inizio, ossia con il previsto reincarico a Ignazio Visco. In mezzo, purtroppo, c’è stato un gran trambusto, azionato dal segretario del Pd Matteo Renzi, per fronteggiare al meglio, a suo avviso, la campagna elettorale contro il Movimento 5 stelle, posizionandosi dalla parte del popolo colpito dai fallimenti bancari che un certo numero di risparmiatori ha mandato sul lastrico. E’ possibile che a Largo del Nazzareno si sia pensato che non importa se al governo al momento dell’approvazione del dl banche sedeva ancora Matteo Renzi, l’importante è come posizionarsi adesso, a poche settimane dal voto. E quindi come prima cosa va in scena la presentazione della mozione di ‘sfiducia’ a Ignazio Visco, seppure mai direttamente nominato, grazie agli interventi ‘mitigatori’ dell’ala più dialogante del renzismo, poi, vista la levata di scudi, si decide di ritirare i ministri vicini al segretario Pd nel Consiglio dei ministri che decide di rinominare alla guida di Palazzo Koch Ignazio Visco, per poter dire tra qualche settimana: “sono stati loro, noi non c’entriamo nulla” (sic!). Una gestione della nomina di uno ei banchieri centrali più importanti d’Europa a dire poco farsesca e surreale, che nulla ha a che vedere con le cause reali delle crisi bancarie, e che, come abbiamo già scritto, non ha precedenti sul suolo del nostro vecchio continente visto che nonostante la crisi che ha investito l’Italia solo poche banche, e di dimensione ridotta, sono fallite. La crisi dei nostri istituti di credito non può essere paragonata a quella di Usa, in Inghilterra, in Irlanda, in Germania, in Francia, in Spagna, in Portogallo, a Cipro. E, come già sottolineato, in punta di diritto la vigilanza della Banca d’Italia non può che intervenire solo ex post. E’ del resto del tutto comprensibile che in un’economia di mercato il ruolo dei banchieri e quello della vigilanza debba rimanere separato. In sostanza, dichiara Vincenzo Visco “siamo di fronte ad un vero e proprio autogol da parte del Pd” sul lato del risultato che si intendeva perseguire. La vicenda però secondo il presidente del Nens disvela anche “la voglia di rottura da parte di questo gruppo dirigente del Pd con le prassi istituzionali, come dimostrano questo caso e il ricorso alla fiducia sulla legge elettorale della settimana precedente”. “Due episodi che esemplificano l’inaffidabilità istituzionale e l’immaturità politica di queste persone”, sottolinea ancora Visco.  Il nostro paese anche in questo caso risulta ostaggio di una politica fatta dai demagoghi e nel tunnel in cui ci troviamo non si vede luce all’orizzonte.

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