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La bolletta non è un bancomat

09/07/2014
Giusto ridurre il costo dell'energia per le piccole e medie imprese, che sono i clienti che pagano di più. A patto che gli interventi siano equilibrati.

Il governo ha promesso di ridurre del 10% la bolletta elettrica delle piccole e medie imprese, che sono certamente i clienti che attualmente pagano i prezzi più alti e subiscono i maggiori danni in termini di competitività.
Per reperire le risorse necessarie, circa 1,5 miliardi di euro, il governo sta puntando l’attenzione sui cosiddetti “oneri di sistema”, ovvero su quel complesso di addizionali parafiscali della bolletta elettrica che sono destinate ad una molteplicità di obiettivi: dall’incentivazione delle fonti rinnovabili alla ricerca, dagli sconti alle Ferrovie allo smantellamento delle centrali nucleari, solo per citare alcuni esempi.
E’ un’iniziativa giusta e doverosa ed anche molto utile, a patto che gli interventi siano ben calibrati tenendo conto sia degli effetti sui settori industriali interessati sia dei diritti acquisiti.
Ma c’è un altro ambito della bolletta elettrica su cui è parimenti necessario intervenire, quello della fiscalità. Infatti negli anni la bolletta elettrica è stata usata dalla politica come un vero e proprio bancomat sia per soddisfare le esigenze di bilancio dello Stato e degli enti locali sia per reperire risorse da destinare agli obiettivi più disparati, aggirando i vincoli degli stessi bilanci pubblici.
Ne sono l’esempio più lampante gli stessi “oneri di sistema”, che hanno raggiunto l’incredibile ammontare di oltre 13 miliardi di euro/anno, pari ad oltre il 30% dell’intero costo dell’energia elettrica. E’ stato fin troppo facile per la politica decidere l’erogazione di generosi incentivi senza dover trovare coperture nel bilancio dello Stato; ciò nonostante le ripetute segnalazioni, in particolare da parte dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas , in merito all’insostenibilità ed all’iniquità del meccanismo di porre a carico della bolletta costi che in larga parte avrebbero dovuto essere finanziati dalla fiscalità generale.
Di particolare rilievo, anche sotto il profilo costituzionale, appare il problema dell’iniquità redistributiva degli oneri di sistema: infatti i consumi di energia elettrica non sono proporzionali ai redditi, sia con riferimento alle persone fisiche che alle imprese; ne deriva che il prelievo parafiscale connesso agli oneri di sistema non è proporzionale (e tantomeno in misura progressiva) ai redditi; in sostanza una famiglia a basso reddito ma ad alti consumi (ad esempio una famiglia numerosa) è chiamata a contribuire alla copertura degli oneri di sistema in misura superiore ad un single benestante; allo stesso modo un’impresa ad alti consumi elettrici ma con modesti utili contribuisce più di un’impresa con utili elevati e bassi consumi.
Ma oltre alla questione degli oneri di sistema, che andrebbero trasferiti almeno in parte sulla fiscalità generale, esistono numerosi altri prelievi fiscali nella bolletta elettrica che in molti casi sono tutt’altro che trasparenti.
Non si tratta naturalmente dell’IVA sull’importo complessivo della bolletta, che appare ben chiaro anche ai consumatori più disattenti ma di un’altra serie di imposte che gravano direttamente o indirettamente sui costi dell’energia elettrica e che proviamo di seguito ad elencare.
• Imposta nazionale erariale di consumo che produce un gettito annuale pari a circa 3 miliardi di euro/anno .
• IVA sugli oneri di sistema e sull’imposta nazionale erariale di consumo; si tratta con tutta evidenza di una doppia fiscalità (tasse sulle tasse) che produce un gettito complessivo diretto (dalle bollette) di oltre 500 milioni di euro/anno e indiretto (sui prezzi dei beni e servizi che sono prodotti utilizzando energia elettrica ) di oltre 1 miliardo di €/anno. Va notato che l’IVA grava anche sulla “componente As” degli oneri di sistema destinata a finanziare il cosiddetto bonus elettrico, ovvero le agevolazioni per i consumatori meno abbienti; in questo caso l’importo è relativamente modesto (pochi milioni di euro/anno) ma è indubbiamente molto censurabile che lo Stato lucri su un meccanismo di solidarietà interno al settore elettrico.
• Prelievo sulle bollette a parziale copertura della abolizione dell’IMU sulla prima casa; si tratta di un importo di 300 milioni di euro che l’Autorità per l’energia elettrica e il gas è stata costretta per legge a inserire nella bolletta che rappresenta una vera e propria imposta destinata al bilancio dello stato e che non ha alcuna relazione con l’energia elettrica.
• Prelievi sulle bollette attraverso le componenti A2 (oneri nucleari) e MCT (misure di compensazione territoriale) per complessivi circa 160 milioni di euro/anno (al netto dell’IVA) destinati esplicitamente al bilancio dello Stato; anche in questo caso si tratta di vere e proprie imposte “nascoste” (v. nota 1).
• Robin Hood tax che consiste in una anomala maggiorazione delle imposte gravanti sulle imprese del settore elettrico che produce un gettito annuale pari a circa 700 milioni di euro/anno .
• IMU a carico delle imprese elettriche, che grava in varia misura sugli edifici e sugli impianti degli operatori del settore; si tratta di un importo complessivo di difficile valutazione ma sicuramente superiore ai 100 milioni di euro/anno.
• Canoni e sovracanoni sulla produzione di energia idroelettrica (canone demaniale per la derivazione delle acque pubbliche, sovracanone a favore dei comuni rivieraschi, sovracanone a favore dei bacini imbriferi montani (BIM)); si tratta di imposte destinate agli enti locali per un importo complessivo anche in questo caso di difficile valutazione ma sicuramente superiore ai 200 milioni di euro/anno.
Si tratta quindi nel complesso di prelievi fiscali per circa 6 miliardi di euro/anno sui quali è necessario intervenire per ragioni di equità ma soprattutto per ragioni di trasparenza perché non è possibile che lo Stato sia il primo responsabile della opacità delle bollette; togliere ai consumatori anche il diritto di sapere a cosa è destinato ciò che pagano attraverso le bollette elettriche è la peggiore di tutte le tasse.

http://www.autorita.energia.it/it/elettricita/onerigenerali.htm

http://www.autorita.energia.it/allegati/relaz_ann/08/2008_pres.pdf

http://www.autorita.energia.it/allegati/segnalazioni/003-10pas.pdf      

http://www.autorita.energia.it/allegati/docs/10/021-10pas.pdf

http://www.autorita.energia.it/allegati/docs/pareri/090211.pdf

http://www.finanze.gov.it/export/download/entrate_tributarie_2014/Bollettino_entrate_appendici_ statistiche_Marzo_2014.pdf

http://www.autorita.energia.it/allegati/docs/13/646-13.pdf

http://www.autorita.energia.it/allegati/docs/13/629-13.pdf

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