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Il 2015 si chiude con un disavanzo più alto di 0,3 punti di Pil secondo il XII rapporto sulla finanza pubblica del Nens

29/05/2015
L’impatto da considerarsi permanente sul tasso di crescita reale annuo delle politiche fiscali di stimolo all’economia non va al di là di 0.2 punti percentuali

“La buona riuscita della politica economica e fiscale del Governo è fondata su elementi fortemente aleatori su cui il grado d’incidenza del Governo è debole o totalmente assente (prosecuzione del calo degli spread, rafforzamento della crescita trainata dagli investimenti fissi, ecc.)”. Lo afferma il Nens, il centro studi fondato da Vincenzo Visco e Pier Luigi Bersani, nel XII rapporto sulla finanza pubblica. “L’impatto da considerarsi permanente sul tasso di crescita reale annuo delle politiche fiscali di stimolo all’economia non va al di là di 0.2 punti percentuali” aggiunge il Nens. “La revisione di alcune poste a “politiche invariate” e la ricalibrazione di alcune voci di entrata ed uscita incluse nel quadro programmatico del DEF inducono deviazioni importanti del percorso di risanamento strutturale dell’Italia”; “il 2015 si chiuderà con un disavanzo che Nens stima di 0,3 punti di Pil peggiore di quello stimato dal governo” e “La riduzione del debito pubblico che secondo le stime del governo arriverà nel 2019 al 120% del Pil, secondo i conti di Nens si fermerà, in quell’anno, attorno al 124%”.

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