
La divisione europea di Hitachi ha coronato il suo sogno conquistando Ansaldo Breda, attiva nella produzione di treni ad alta velocità e nella fattura di metropolitane senza conducente, e il 40 per cento di Ansaldo Sts, gioiellino del segnalamento ferroviario.
Poteva finire in altro modo? Può essere utile allargare lo sguardo e riportare la testimonianza e l’amarezza di un ex dirigente della Finmeccanica pre-Guarguaglini, che si cela dietro lo pseudonimo di “Salvador”
Siamo usciti da tutta l' industria dei sistemi Energia, trasporti, segnalamento, e altro ci lascerà. Si dice che, ora, non c'era più nulla da fare. Bisognava vendere, il settore non era più sostenibile. Non aveva più tecnologia di punta. Ma non è stato sempre così. E non si è arrivati a questo punto per un caso.
Vorrei ricordare che nell'attuale Frecciarossa il cuore e il cervello del treno lo ha costruito, per il 70 per cento, Ansaldo Trasporti. Nel nuovo Etr 1000 che uscirà tra poco, quell' area è stata progettate e costruita per oltre il 90 per cento dalla canadese Bombardier.
Nel 2001 la direzione studi e progetti che aveva fatto quel 70 per cento di Etr 500, e che aveva la sede a Milano , fu chiusa , smantellata e mai più ricostituita. Andaldo Trasporti si fuse con Breda ex Efim e si concentrò solo sulla meccanica. Fu un addio al ruolo progettuale della trazione a base elettronica nell' alta velocità. Negli anni Duemila nei sistemi industriali abbiamo vissuto la nostra debacle.
Ora, la vendita. E giustamente nell’accordo agli acquirenti si è chiesto (e si è ottenuto) di garantire che per tre anni le fabbriche non verranno toccate. Ma dopo? La verità è che quando non hai più tecnologia e innovazione non sei più nessuno. E non conti più nulla.
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