
Scuole, retribuzioni, infrastrutture deboli o addirittura mancanti: secondo il World Economic Forum (a Davos ogni anno riunisce le donne e gli uomini più influenti del mondo), l’Italia è uno dei Paesi dove è più difficile vincere le differenze di condizione tra i più abbienti e i meno abbienti.
I dati pubblicati nel primo studio sull`inclusione sociale pubblicato recentemente dal World Economic Forum (in allegato) sono isconfortanti. Lo studio in realtà boccia tutti e trenta i principali Paesi presi in considerazione per monitorare il tema delle disuguaglianze. E rilancia il tema della battaglia alla disuguaglianza come base anche per rilanciare l’economia. Ma per l’Italia c’è un di più di negativo: è spesso anche in fondo nelle graduatorie costruite sui diversi parametri.
L`analisi prende in considerazione sette aree cruciali, dall`educazione al lavoro, dall`imprenditoria alle infrastrutture. Sono le aree in cui bisogna lavorare duro per migliorare la situazione ormai disegnata da decenni di studi sull`impoverimento della classe media. Secondo il World Economic Forum «tutti i Paesi stanno fallendo l`occasione di ridurre l`ineguaglianza nei redditi, senza peraltro toccare la crescita economica». L`organizzazione del forum di Davos ammette perfino che una crescita della tassazione sui redditi più alti, invocata per esempio dall’ultimo libro di Thomas Piketty, potrebbe aiutare.
Lo studio fornisce una sorta di cartella clinica di ciascun Paese. E l’Italia è ultima o penultima per produttività dei dipendenti, iniziativa imprenditoriale, inclusione nel sistema finanziario, etica della classe politica ed economica, e infrastrutture di base e reti digitali.
A disegnare la mappa della disuguaglianza in Europa è stato anche l'ultimo rapporto dell'Oxfam. In Europa ci sono 342 miliardari (con un patrimonio totale di circa 1.340 miliardi di euro) e 123 milioni di persone - quasi un quarto della popolazione – a rischio povertà o esclusione sociale. E’ l’impietosa fotografia scattata da Un’Europa per tutti, non per pochi, il nuovo rapporto sulla disuguaglianza, lanciato da Oxfam (in allegato). Un quadro che riguarda anche l’Italia: nel nostro Paese il 20% degli italiani più ricchi detiene il 61,6% della ricchezza nazionale netta, mentre il 20% degli italiani più poveri ne detiene appena lo 0,4%.
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