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Bce conferma: la ripresa è debole e l'inflazione va a rilento.

17/12/2015
Nell'Ue la media della crescita non toccherà a medio termine il 2 per cento. In allegato il bollettino integrale della Bce

Nel bollettino economico di dicembre la Banca centrale europea conferma che la ripresa c’è, ma ha dimensioni, tempi e modi di una straordinaria debolezza nell’Unione europea e in particolare in  Italia, dove l’occupazione ha subito i colpi più duri dalla crisi rispetto a quanto è accaduto in altri Paesi.

In particolare, secondo la Bce, la ripresa economica dell’area continua a essere frenata dalle prospettive di crescita contenuta nei mercati emergenti e dal moderato andamento dell’interscambio mondiale, dai necessari aggiustamenti dei bilanci in diversi settori e dalla lenta attuazione delle riforme strutturali. “I rischi per le prospettive di crescita dell’area dell’euro rimangono orientati al ribasso e sono connessi in particolare alle maggiori incertezze riguardo all’evoluzione dell’economia mondiale, nonché a rischi geopolitici di ampia portata. Questi rischi sono potenzialmente in grado di influire sulla crescita mondiale e sulla domanda esterna di esportazioni dell’area, nonché sulla fiducia più in generale”.

Sul piano dei numeri tutto ciò significa che le proiezioni macroeconomiche per l’area dell’euro formulate in dicembre dagli esperti dell’Eurosistema prevedono una crescita annua del PIL in termini reali pari all’1,5 per cento nel 2015, all’1,7 per cento nel 2016 e all’1,9 per cento nel 2017. Rispetto all’esercizio condotto in settembre dagli esperti della BCE, le prospettive per l’espansione del prodotto risultano sostanzialmente invariate.

In parallelo alla crescita del Pil, anche l’inflazione offre risultati non brillanti: le proiezioni macroeconomiche per l’area dell’euro formulate in dicembre dagli esperti dell’Eurosistema prevedono un tasso annuo di inflazione misurato sullo IAPC dello 0,1 per cento nel 2015, dell’1,0 nel 2016 e dell’1,6 nel 2017. Rispetto all’esercizio di settembre, condotto dagli esperti della BCE, le prospettive per l’inflazione armonizzata sono state riviste leggermente al ribasso.

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