
Cresce il numero degli immigrati extracomunitari regolarmente residenti in Italia, ma la crisi ha colpito duramente anche le loro attività e le loro speranze, come dimostra il calo netto delle rimesse, cioè delle somme di denaro guadagnate in Italia e spedite in patria.
In base ai dati forniti dal ministero dell'Interno, l’Istat ha certificato che i cittadini extracomunitari regolarmente presenti in Italia il 1 gennaio di quest’anno erano esattamente 3.874.726, circa 110 mila in più (+3 per cento) dell’anno prima.
I paesi più rappresentati sono risultati il Marocco (524.775), l’Albania (502.546), la Cina (320.794), l’Ucraina (233.726) e le Filippine (165.783). Da soli questi cinque paesi rappresentano il 45,1 per cento del totale dei cittadini non comunitari presenti in Italia. Continua a crescere anche la quota di soggiornanti di lungo periodo: sono passati da 2.045.662 nel 2013 a 2.179.607 nel 2014.
Ma l’Italia non offre più le stesse occasioni di prima. Nel 2007, primo anno della crisi, la media delle rimesse degli immigrati ( di tutte le provenienze) era superiore ai 2mila euro a testa. Nel 2013 le rimesse sono state in media di 1.254 euro a persona, con un calo che si è accentuato soprattutto nell’ultimo anno: meno 25,1 per cento, secondo uno studio della Fondazione Leone Moressa.
Complessivamente, nel 2013 il volume delle rimesse degli emigrati in Italia è ammontato, secondo le rilevazioni della Banca d’Italia, a 5,5 miliardi di euro, con un calo di 1,3 miliardi rispetto all’anno prima.
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