
"Le sofferenze che erano cresciute a 108 miliardi nel 2011, sono ancora aumentate a 125 miliardi nel 2012, a 156 nel 2013 e a 184 nel 2014 e a oltre 191 ad aprile 2015". In un brevissimo ma denso passaggio della sua relazione all’assemblea annuale dell’Associazione bancaria italiana, il presidente Antonio Patuelli ha sintetizzato il macigno che pesa sulle aziende di credito nazionali; un macigno che erode la stabilità dei bilanci, ma soprattuytto impedisce che l’effetto del quantitative easing lanciato da Mario Draghi possa tradursi in Italia in un forte rilancio della concessione di massa di crediti alle imprese e alle famiglie, che pure hanno mostrato una ripresa.
Per questa ragione bisogna far presto ad adottare meccanismi che permettano di smaltire questo fardello. “Se non ora quando?” ha detto Patuelli. Il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, e il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, hanno convenuto su questa necessità, assicurando che presto sarà possibile procedere in questo senso.
"Lo smobilizzo dei crediti deteriorati è cruciale per liberare risorse da destinare al finanziamento dell'economia. Compiere passi avanti in questa direzione è fondamentale per sostenere la ripresa". Ha detto Padoan, annunciando che il suo ministero, "con il supporto di Bankitalia, sta discutendo possibili linee di azione condivise con la Ue al fine di facilitare la creazione di un mercato per questo tipo di attività".
Visco ha ricordato, però, che intervento in grado di avviare questo lavoro sono già stati presi: "Gli interventi varati in giugno dal governo aumentano l'efficienza e la rapidità delle procedure fallimentari e di quelle esecutive immobiliari; rendono le perdite sui prestiti immediatamente deducibili a fini fiscali. Incidono pertanto direttamente su alcune delle cause dell'elevata consistenza dei crediti deteriorati" ha affermato il banchiere centrale italiano. "Nel complesso, queste misure possono determinare nel tempo una importante riduzione degli attivi pesati per il rischio delle banche italiane e creare spazio per nuovi prestiti in grado di compensare buona parte della riduzione occorsa negli ultimi anni.
Ma per alleggerire i bilanci bancari dall'elevata consistenza dei crediti deteriorati occorrono azioni – ha avvertito il governatore - su più fronti, essendo molteplici le cause del fenomeno. E' in questo contesto che va considerato il progetto per la creazione di una società specializzata per l'acquisto di crediti deteriorati. Il dialogo va finalizzato in tempi rapidi; il protrarsi dell'incertezza su questa materia può infatti disincentivare la finalizzazione di transazioni sul mercato".
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