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Draghi: ancora in difficoltà i Paesi emergenti. La Bce potrebbe potenziare il Qe

24/09/2015
L'intervento del governatore della Bce di fronte al Parlamento europeo (in allegato)

«Penso che le difficoltà dei paesi emergenti continueranno per qualche tempo», ha detto il governatore della Banca centrale europea, Mario Draghi, di fonte al Parlamento europeo. La conseguenza logica è che la Bce è pronta ad «aggiustare la quantità, la composizione e la durata degli acquisti di bond (quantitative easing, ndr) se necessario». Cioè, la Bce è pronta a usare altre munizioni e per un periodo più lungo nel caso in cui la crisi dei paesi emergenti dovesse appesantire o ridurre la crescita e il rialzo dell’inflazione nell’eurozona. Inoltre il banchiere centrale ha avvisato i parlamentari che «occorrerà più tempo del previsto per la ripresa dell’inflazione vicino 2%», il target a cui la Bce è ancorata. In questo quadro la politica monetaria della Bce resta quindi «accomodante». Alla Eurotower «non esiteremo ad agire», ha detto Draghi, se i rischi che gravano sulle prospettive di inflazione dovessero concretizzarsi in un andamento più debole del previsto. «Se dovesse essere necessario, interverremo su durata e composizione del nostro programma di acquisti» di titoli, che dispone «della sufficiente flessibilità».

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