
Fine di un’epoca, almeno negli Stati Uniti: Janet Yellen, il governatore della Federal Reserve Usa, la banca centrale statunitense, è finalmente riuscita a invertire l’andamento dei tassi di interesse senza farne subire i contraccolpi al proprio Paese: da ieri sono più alti i tassi di interesse di riferimento dell’intero sistema creditizio e finanziario Usa. «È un atto di fiducia nell’economia americana» ha detto Yellen, che però ha sottolineato come la politica di espansione a debito promessa dal nuovo presidente degli Usa, Donald Trump, potrebbe rimettere di nuovo tutto a rischio.
In particolare, il Fomc, il Federal Open Market Committee, l’organismo della Fed che manovra la politica monetaria, ha rialzato di 0,25 punti il tasso di interesse, annunciando altri tre aumenti di pari entità nel 2107. Ora si passa dalla fascia dello 0,25-0,50% al gradino superiore: 0,50%-0,75%. Poi, nel corso del prossimo anno, in assoluta controtendenza con quello che sta accadendo in Europa dove la Bce manterrà una politica di tassi bassi e di quantitative easing, la banca centrale Usa prevede di intervenire ancora, fino ad arrivare all’1,4% entro dodici mesi. La curva dei tassi dovrebbe continuare a salire nel 2018, fino al 2,1% e nel 2019, fino alla soglia del 2,9%.
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