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Il biotech sfiora i 6 miliardi di fatturato, con i farmaci in testa

01/08/2014
Nell’Italia del biotech lavorano 176 imprese, con investimenti in ricerca e sviluppo che superano il miliardo di euro (+2,4% rispetto al 2013), presentano un fatturato che si avvicina ai 6 miliardi (+0,8%) e occupano 4.658 ricercatori (-2,7%). Lo rileva l’ultimo rapporto sulle biotecnologie del settore farmaceutico realizzato da Ernst&Young e da Farmindustria.

Farmaci soprattutto, ma non solo. Nell’Italia del biotech lavorano 176 imprese, con investimenti in ricerca e sviluppo che superano il miliardo di euro (+2,4% rispetto al 2013), presentano un fatturato che si avvicina ai 6 miliardi (+0,8%) e occupano 4.658 ricercatori (-2,7%). Lo rileva l’ultimo rapporto sulle biotecnologie del settore farmaceutico realizzato da Ernst&Young e da Farmindustria.

Delle 176 aziende presenti nel nostro Paese e che si occupano di biotecnologie, 51 sono imprese del farmaco. Ma rappresentano la parte preponderante del comparto con un fatturato di 5,465 miliardi di euro (92 per cento del totale), investimenti in R&S pari a 917 milioni di euro (85 per cento del totale), 3.498 addetti impiegati in R&S (75 per cento del totale).

Le altre 125 imprese del biotech hanno un fatturato di 474 milioni di euro, in lieve crescita rispetto al 2013 (451 milioni), mentre è in calo il numero di addetti in R&S (-6,5 per cento), di imprese (-1,6) e di investimenti (-3,5).

Le 176 imprese si dividono in: grandi, medie e micro/piccole. Le grandi imprese (32) rappresentano il 74 per cento del totale per fatturato, investimenti e addetti in R&S. Hanno impiegato l’ultimo anno 715 milioni di euro in R&S. Nella loro pipeline, complessivamente composta da 210 progetti, 164 sono nelle fasi più avanzate di sviluppo.

Le 24 medie imprese (13 per cento del totale), nonostante una riduzione del fatturato del 12,7 per cento hanno avuto una ripresa degli investimenti in R&S. Le 120 micro e piccole imprese (13 per cento) hanno registrato un aumento del fatturato dell'11 per cento (343 milioni di euro), ottenuto a fronte di una contrazione del numero di addetti e investimenti in R&S (rispettivamente pari a 623 e 212 milioni).

Metà del campione è nata come start-up, mentre il 23 per cento come spin-off accademico.

Secondo il rapporto da Ernst&Young e da Farmindustria, sono 110 i medicinali biotecnologici disponibili, relativi a 12 aree terapeutiche e commercializzati da 24 aziende. Sono 403 i prodotti in sviluppo (44 in più rispetto al precedente rapporto), il 62 per cento dei quali in fase avanzata di sperimentazione.

L'area più rilevante dei prodotti disponibili è l'infettivologia con 35 farmaci, seguita da quella oncologica (23) e dalle malattie metaboliche, epatiche ed endocrine (21). Si evidenza una prevalenza di proteine ricombinanti (34) e di vaccini (33).

Le imprese del farmaco nel nostro Paese hanno il 61 per cento dei progetti in sviluppo e si concentrano sulle fasi più avanzate. Le altre biotech, con il restante 39 per cento, si occupano prevalentemente di preclinica. L'oncologia continua a essere l'area terapeutica con il maggior numero di progetti di R&S (42 per cento), con gran parte dei prodotti in fase conclusiva di sviluppo.

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