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Il movimento cooperativo oggi rappresenta l'8 per cento del Pil

05/12/2014
Dal 2011 le grandi organizzazioni rappresentative della cooperazione si sono riunite nella Alleanza delle Cooperative Italiane, coordinamento nazionale costituito da AGCI, Confcooperative, Legacoop. L’Alleanza, con 43.000 imprese associate, rappresenta oltre il 90 per cento del mondo cooperativo italiano per persone occupate (1.200.000), per fatturato realizzato (140 miliardi di euro l’anno) e per soci (oltre 12 milioni). Il 52,8 per cento delle persone occupate nelle aziende cooperative è composto da donne, il 22 per cento da immigrati.

Il movimento cooperativo nel suo insieme rappresenta l’8 per cento del Pil italiano. Senza contare la raccolta delle banche di credito cooperativo, che raccolgono 157 miliardi di euro.
Dal 2011 le grandi organizzazioni rappresentative della cooperazione si sono riunite nella Alleanza delle Cooperative Italiane, coordinamento nazionale costituito da AGCI, Confcooperative, Legacoop. L’Alleanza, con 43.000 imprese associate, rappresenta oltre il 90 per cento del mondo cooperativo italiano per persone occupate (1.200.000), per fatturato realizzato (140 miliardi di euro l’anno) e per soci (oltre 12 milioni). Il 52,8 per cento delle persone occupate nelle aziende cooperative è composto da donne, il 22 per cento da immigrati.
I cooperatori e le cooperative dell’Alleanza rappresentano, tra l’altro: il 13,4 per cento degli sportelli bancari del Paese; il 34 per cento della distribuzione e del consumo al dettaglio; 35 miliardi di produzione agroalimentare Made in Italy; 355.000 persone occupate nelle cooperative erogano servizi sociosanitari a 7.000.000 di Italiani.
Già nel 1990 le tre centrali hanno scelto un modello comune di relazioni industriali con 15 contratti nazionali di lavoro e vari organismi bilaterali. Altre iniziative comuni sono: 1) Cooperfidi Italia che ha unificato nove dei più grandi confidi della cooperazione e garantisce oggi finanziamenti per 200 milioni di euro; 2) i tre fondi di previdenza complementare negoziale (Cooperlavoro, Previcooper e Filcoop) che vedono un totale di 117.000 mila iscritti per un patrimonio complessivo in gestione di oltre 1 miliardo di euro; 3)Fon.Coop il fondo di formazione continua con interventi formativi che hanno arricchito e realizzato le competenze dei lavoratori e dei soci di cooperativa (13.600 imprese, 630.000 lavoratori); 4) CFI, una società finanziaria che ha come oggetto sociale la partecipazione temporanea al capitale di rischio delle cooperative; 5) i fondi integrativi sanitari negoziali (Coopersalute, Filcoop agricolo e Fasiv) che contano 110.000 iscritti; 6) Coopform l’ente bilaterale della cooperazione che opera sulla salute e sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.
Dal punto di vista della distribuzione territoriale, il peso delle cooperative attive nelle aree metropolitane è pari al 35,4 per cento del totale. Il valore della produzione aggregato nelle aree metropolitane è pari al 31,3 per cento del totale. Il capitale investito rappresenta il 37 per cento del totale. Le cooperative presenti nei comuni delle aree Interne rappresentano il 23,1 per cento del totale delle cooperative attive. Nel Mezzogiorno le cooperative rappresentano il 41,7 per cento del totale delle cooperative attive in Italia, ma il valore della produzione aggregato delle cooperative del Mezzogiorno è pari solo al 10,5 per cento del totale. Il capitale investito delle cooperative presenti nel Sud rappresenta l’11,1 per cento del totale.

Nell’ultimo rapporto congiunturale (settembre 2014) il 56 per cento delle cooperative ha segnalato come prospettiva quella di consolidare ulteriormente le attività in essere. Il 17,1 per cento ha espresso indicazioni volte all’espansione delle attività. Il 16,8 per cento ha segnalato come prospettiva la strada delle aggregazioni, in particolare attraverso processi di fusione, o attraverso la realizzazione di alleanze strategiche, o tramite l’adesione a forme organizzative allargate (in alcuni casi si tratta di percorsi associati all’espansione delle attività in altri mercati). Infine, solo il 10,6 per cento delle cooperative ha prospettato un ridimensionamento delle attività.

 

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