
Il Piano Strategico Metropolitano[1] nasce – tra i vari obiettivi - come uno strumento per rilanciare Bologna e il suo territorio provinciale come eccellenza internazionale nel lavoro, nel manifatturiero, nell’alta formazione e nella ricerca, nella cultura e nella creatività, nella qualità della vita e nel welfare. La visione è quella di integrare e mettere in rete le risorse, le iniziative, le conoscenze e le competenze presenti nel territorio per favorire la creazione di massa critica da valorizzare, lo sviluppo di nuove iniziative con maggiore potenzialità di impatto, l’innovazione e la crescita della competitività dell’intero sistema e delle sue singole componenti.
Questa visione non può tuttavia posizionarsi che in una dimensione internazionale; per certi versi è una scelta obbligata dalle dinamiche oramai globali dell’economia e della conoscenza, che però rappresentano anche una enorme opportunità da cogliere. L’apertura al mondo consente infatti uno scambio e confronto con i territori più virtuosi, per favorire un miglioramento continuo, l’allargamento del proprio spazio di azione in tutte le sue declinazioni (economico, culturale, tecnologico, ecc.), la possibilità di attrarre risorse ed eccellenze.
Lavorare sull’internazionalizzazione del “sistema Bologna” è dunque un obiettivo imprescindibile. L’obiettivo generale è quello di aumentare la quantità e la varietà di risorse a disposizione del sistema (conoscenze, mercati, spazi, ecc.) ed è facilmente comprensibile come, in una fase di profonda crisi interna come quella da tempo in corso nel Paese, il perseguimento di tale obiettivo diventi essenziale per il benessere del sistema metropolitano e dei suoi attori.
Alla luce del ruolo strategico che il sistema metropolitano dovrà assumere nell’ambito del contesto regionale, la progressiva apertura di Bologna e dei suoi attori rappresenterà una risorsa importante anche per la crescita della restante parte del territorio emiliano-romagnolo.
All’interno del sistema bolognese vi sono numerose eccellenze che hanno acquisito credibilità e risultati significativi in ambito internazionale. Vi sono, anche, esperienze di policy regionali e locali che stanno assumendo grande rilevanza internazionale nell’ambito della trasformazione globale che impone necessariamente un cambio di passo sul versante della competitività e della sostenibilità.
La filiera della salute racchiude entrambi questi aspetti: è considerata un modello virtuoso di policy e presenta punti di eccellenza a valenza internazionale.
Il sistema sanitario della Regione Emilia Romagna è tra i migliori del Paese: lo affermano diversi studi tra cui l’ultimo approfondimento ministeriale sui Livelli essenziali di assistenza (Lea), uno studio di Crea Sanità-Università Tor Vergata e il Rapporto Oasi 2013 di Cergas-Bocconi prendendo in considerazione, rispettivamente, l’erogazione dei Lea, la valutazione dei servizi sanitari secondo il punto di vista di cinque categorie (utenti, operatori sanitari, management aziendale, istituzioni, industria biomedicale) e la spesa pro-capite media per gli investimenti:
In questo contesto, Bologna rappresenta un nodo importante per la regione, non solo per dimensione ma anche:
Un’iniziativa per la promozione dell’internazionalizzazione del “sistema Bologna”
Bologna è quindi un tassello importante del sistema sanitario regionale e, nello stesso tempo, uno degli asset fondamentali dell’area metropolitana bolognese è costituito da suo articolato sistema della salute.
E da questo asset il Piano Strategico Metropolitano intende muoversi per promuovere l’internazionalizzazione del sistema Bologna, favorendo un processo di integrazione tra gli elementi chiave già esistenti nel territorio e l’inclusione di soggetti nuovi, nell’ottica di un sistema a rete che ottimizzi saperi e risorse e offra un servizio integrato al cittadino.
L’innovazione del sistema salute rappresenta una opportunità per il miglioramento dei servizi alla cittadinanza da un lato e per lo sviluppo di attrattività del territorio metropolitano in termini di servizi, talenti e investimenti dall’altro.
L’organizzazione innovativa del sistema sanitario, lo sfruttamento delle tecnologie, l’innovazione dei servizi, il potenziamento e la qualificazione delle attività di ricerca, lo sviluppo tecnologico e di prodotto delle filiere produttive dedicate (biomendicale, riabilitazione, servizi) possono costituire l’elemento caratterizzante prioritario delle traiettorie di sviluppo, l’elemento di riconoscibilità e la piattaforma di azione principale per l’internazionalizzazione della città metropolitana.
Il progetto per la promozione dell’internazionalizzazione del sistema Bologna[2] intende quindi sviluppare una strategia basata:
- sul rafforzamento delle relazioni interne al sistema e sulla valorizzazione delle eccellenze (spesso non note all’interno del sistema stesso) a partire dalla filiera della salute;
- sulla comunicazione/promozione delle eccellenze attraverso diversi canali a regia coordinata;
- sull’attrazione di coloro che vogliono fruire delle eccellenze;
- sull’accoglimento di chi intende comprendere gli snodi rilevanti del modello di policy al fine di adattarlo alle proprie caratteristiche ed esigenze.
Nella logica propria del Piano Strategico Metropolitano, l’approccio proposto prevede, in sintesi, di mettere a sistema le competenze acquisite dalle eccellenze locali, partendo dalla salute, per fare crescere l’intero territorio e avere quindi accesso a maggiori risorse in futuro.
[1] psm.bologna.it
[2] Il progetto è concepito all’interno del Tavolo Innovazione e Sviluppo del PSM.
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