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La mancata nomina della Mogherini sarebbe una disavventura grave per l'Europa

18/07/2014
Gli USA vorrebbero un ‘Europa transatlantica senza la Russia, dimenticandosi della lezione storica del gaullismo. La Germania vorrebbe l’Europa con la Russia senza gli Usa. Così si andrebbe alla catastrofe.

La mancata nomina di Federica Mogherini al vertice della politica estera europea avrebbe un che di drammatico che va sottolineato. La ragione del drammatico porsi della questione risiede nella crisi geo-strategica ed economica dell’Europa che ha di nuovo incontrato nella sua strada l’assurda ipotesi del popolo tedesco e dei suoi dirigenti che sia possibile dominare l’Europa senza distruggere anche la Germania. Oggi non più con l’inflazione e le armi, ma con la deflazione che conduce a una stagnazione secolare.

Il contesto generale del dramma è il nuovo disegno neo-imperiale USA. Mi riferisco alla proposizione contemporanea tanto del TTIP quanto del TACP, ossia del Trattato Transatlantico e del Trattato Transpacifico. Con questa mossa del cavallo gli USA rimettono in campo la loro leadership mondiale che è l’unica via per dare all’Occidente un futuro. Ma in Oriente c’è un’altra Germania che oggi si chiama Cina. E in Europa un altro ostacolo al disegno neo-imperiale viene dal conflitto ormai esplicito esistente proprio tra Germania e USA. Si parla di spie e di intercettazioni, ma in verità si parla di due linee geo-strategiche che si scontrano ma che sono entrambe errate.

Gli USA vorrebbero un ‘Europa transatlantica senza la Russia, dimenticandosi della lezione storica del gaullismo. La Germania vorrebbe l’Europa con la Russia senza gli Usa. 

Così si va alla catastrofe. Il conflitto arabo - israeliano dimostra che il vuoto diplomatico produce mostri. Se nel fascio terribile di forze così evocate inseriamo, infatti, anche l’alto insegnamento di uno dei maestri di spiritualità dell’Occidente, il compianto cardinale Jean-Marie Lustiger, già pastore di Parigi, il quadro diventa drammatico. Nella sua autobiografia affermava che ogni volta che sentiva il tanfo dell’antisemitismo coglieva i segni di un neopaganesimo. Distruggere il popolo d’Israele, infatti, altro non è che distruggere la presenza di Dio nella storia.

Se pensiamo a ciò che sta accadendo nell’Africa del Nord e in Medio Oriente, dove la tragedia incombe per il mancato accordo tra le tre grandi culture che da sempre hanno con varie alternanze dominato quell’area (quella turca, quella persiana, quella araba), non possiamo che vedere aumentare le nostre paure. Infatti ciò che decide delle sorti dell’economia non è l’economia, ma la politica e la cultura. E la diplomazia altro non è, prima della guerra, che il prolungamento tanto della cultura quanto della politica.

Le nazioni che sono state dominate dall’impero sovietico rivelano una preoccupante cecità che non fa onore alla loro storia e che pone pesanti ipoteche sul loro destino: esso potrebbe essere quello del mediatore tra le culture di una grande Europa che può esistere solo con la Russia. L’atlantismo diviene forza trasformatrice nella pace solo se unifica anziché dividere. Inoltre la Russia, come dimostra la crisi siriana, può colmare il vuoto strategico determinato dall’assenza egemonica USA, anche nel Caucaso.

Federica Mogherini, eccellente interprete delle migliori tradizioni della nostra cultura diplomatica, tutto ciò ben lo comprende ed è per questo che la sua mancata nomina sarebbe una disavventura gravissima per l’Europa.

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