Home >> Articoli >> La produzione industriale in defaillance segnala la fragilità della ripresa

La produzione industriale in defaillance segnala la fragilità della ripresa

05/08/2015
Unico comparto in crescita, i beni strumentali. Grazie al recupero della Sabatini, la legge varata da Bersani nel vecchio centrosinistra. Le analisi dell'Istat

Ancora un segnale sulla debolezza della ripresa in atto e sulla possibilità che basti un granello di sabbia, un nonnulla, per tornare indietro, risucchiati dalla crisi.
Il segnale di allarme arriva dalla produzione industriale. A giugno 2015 l'indice destagionalizzato della produzione industriale calcolato dall’Istat è diminuito dell'1,1 per cento rispetto a maggio. Nella media del trimestre aprile-giugno 2015 la produzione è aumentata dello 0,4 per cento rispetto al trimestre precedente. Ma corretto per gli effetti di calendario, a giugno 2015 l'indice è diminuito in termini tendenziali, rispetto allo stesso mese del 2014 cioè, dello 0,3 per cento (i giorni lavorativi sono stati 21 contro i 20 di giugno 2014). Nella media del primo semestre dell'anno la produzione è aumentata dello 0,4% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.
In sostanza, qualcosa si sta muovendo, ma i passi non sono tutti e sempre in avanti. E perfino la giustificazione che un giorno di festività abbia provocato effetti negativi non permette all’Istat di attenuare la sostanza dei fatti: “L'indice destagionalizzato che, come quello corretto per gli effetti di calendario, sembra influenzato negativamente dagli effetti, sui giorni effettivamente lavorati, della presenza di una festività il primo martedì di giugno, presenta variazioni congiunturali negative in tutti i raggruppamenti. Diminuiscono, infatti, i beni intermedi (-1,7%), i beni strumentali (-1,3%), l'energia (-1,0%) e i beni di consumo (-0,8%)”. In termini tendenziali gli indici corretti per gli effetti del calendario fanno emergere una riduzione per i beni intermedi (-2,8%), i beni di consumo (-1,6%) e, in misura più lieve, l'energia (-0,5%). L’unico comparto in crescita sono i beni strumentali (+3,3%), ma in questo caso va considerato l’effetto di norme che incentivano gli investimenti, riesumate da quelle varate dai vecchi governi di centrosinistra e in parte rifinanziate. Come ha detto Pier Luigi Bersani in una recente intervista a Il Corriere della Sera: “Io nella mia vita non ho fatto
altro che riforme e se ci fosse l`occasione di discutere potrei anche dare una mano. E, se mi si tira per i pochi capelli, devo dirlo: le uniche cose che stanno funzionando per dare un po` di lavoro, dalle ristrutturazioni della casa al ripescaggio della Sabatini, alla portabilità dei mutui, me le sono inventate io. Riforme, ma di centrosinistra”.
Per quanto riguarda i settori di attività economica, a giugno 2015, i comparti che registrano la maggiore crescita tendenziale sono quelli della fabbricazione di mezzi di trasporto (+13,7%), della fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (+11,0%), e della produzione di prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici (+6,1%). Le diminuzioni maggiori si registrano nei settori dell'attività estrattiva (-9,8%), della metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (-6,5%) e delle altre industrie manifatturiere, riparazione e installazione di macchine ed apparecchiature (-4,9%).

Leave a comment

Plain text

  • Nessun tag HTML consentito.
  • Indirizzi web o e-mail vengono trasformati in link automaticamente
  • Linee e paragrafi vanno a capo automaticamente.
CAPTCHA
Questa domanda serve a verificare se sei un visitatore umano.
7 + 10 =
Solve this simple math problem and enter the result. E.g. for 1+3, enter 4.