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La tariffa elettrica va riformata, si è trasformata in iniquità economica per i consumatori. Lo dice l'Autorità per l'energia

21/06/2016
La relazione annuale del presidente Guido Bortoni. Bisogna rinnovare i contatori del gas presso la clientela e la struttura della tariffa. Nel settore idrico sono stati fatti molti investimenti, ma non bastano. In allegato la relazione di Bortoni e il testo della relazione annuale dell'Autorità.

"Nel settore elettrico italiano vi è una criticità conclamata da alcuni decenni. Riguarda la tariffa di rete di più di 30 milioni di clienti domestici, messa finalmente sotto riforma da parte di questa Autorità su impulso del Parlamento e del governo. Nata non cost-reflective ma progressiva negli anni degli shock petroliferi come 'scudo' avverso le importazioni onerose di fonti fossili, si è poi trasformata in iniquità economica per i consumatori tramite un intenso sussidio incrociato. Oggi, senza riforma, si rischierebbe un vero e proprio paradosso ambientale contro la green economy". Lo ha affermato il presidente dell'Autorità per l'energia elettrica, il gas e il sistema idrico (Aeegsi) Guido Bortoni nel corso della presentazione, alla Camera, della relazione annuale sull'attività svolta dall’autorità. "A chi oggi si oppone alla riforma, giudicando le maggiori quote fisse lasche sugli sprechi, ricordiamo – ha detto Bortoni  - che a regime la bolletta dipenderà ancora per il 75% dalla quota energia, mantenendo un forte segnale pro efficienza energetica. Chi tutela i consumatori, come l'Autorità - ha proseguito - sa che con il bonus sociale per il disagio economico si è reso neutro, per il 2016, l'effetto della riforma per i beneficiari. Si attende ora, dal governo, un rafforzamento del bonus per gli anni successivi, come da nostra segnalazione".

Il presidente dell'Authority ha poi evidenziato come sia competenza del decisore politico "affrontare la riforma complessiva della ridistribuzione degli oneri generali di sistema, componenti parafiscali delle forniture di famiglie e imprese, prendendo in considerazione il trasferimento, anche parziale, del fabbisogno annuale su voci di fiscalità generale, a garanzia della maggiore sostenibilità economica della bolletta elettrica".

Per il presidente dell'Aeegsi "la concorrenza si dovrebbe dispiegare su orizzonti di realizzazione pluriennale degli impianti di generazione, prevalentemente decarbonizzati, anziché di mera selezione dei medesimi in un confronto, ora per ora, 'sterile' con quelli convenzionali a gas". "Ecco la ratio che sta alla base delle azioni dell'Autorità: da un lato - ha aggiunto Bortoni - studiare ed introdurre schemi per consentire la promozione di una concorrenza matura e lo sviluppo di nuove rinnovabili su orizzonti di medio termine, senza invocare ex novo incentivi che vanno, invece, indirizzati e limitati alle vere rinnovabili innovative o di frontiera e ai sistemi di accumulo elettrici; dall'altro, integrare le fonti rinnovabili nei mercati di breve termine dei servizi resi al gestore di rete, tesi a fornire risorse per la sicurezza del sistema nel suo complesso, come stiamo facendo con la riforma a più fasi del dispacciamento". Per Bortoni, in ogni caso, "pregiudiziale per assecondare i modi futuri di trasmettere e distribuire elettricità è l'adeguatezza degli investimenti nelle reti. Se un cedimento si scorgeva, esso non era certo legato alla carenza di potenzialità, quanto piuttosto al modo di regolare e remunerare queste infrastrutture per dotarle di investimenti a 'contenuto di futuro'".

Bortoni ha anche dedicato un passaggio della relazione alle auto elettriche: "Non è lontano il momento in cui i veicoli elettrici potranno essere considerati a tutti gli effetti dei Sistemi efficienti d'utenza (Seu) 'mobili'. La regolazione - ha detto Bortoni - dopo la stagione dei progetti pilota, inizia a concepire strumenti ad hoc, per la parte di propria competenza, nel mondo della mobilità elettrica" .

Il presidente della autorità ha infine ricordato che la riforma contenuta nel dlgs sui servizi pubblici locali, attuativo della riforma Madia della Pa, porterà il regolatore a svolgere la propria azione "su tre poli": energia, ambiente e reti energetiche e ambientali. "La nuova cifra dell'Autorità - ha commentato Bortoni - troverà posto nella rinnovata dicitura istituzionale sin qui proposta: Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente, dall'acronimo palindromo Arèra.

Sul settore del gas, "sono note, ormai da tempo, le serie problematicità connesse con la misurazione del gas prelevato dai clienti” ha detto Bortoni. “Non solo si rileva un'oggettiva difficoltà nel raccogliere ed elaborare con la dovuta frequenza ed affidabilità le misure che si trovano all'interno delle proprietà private, ma si registra anche un'inefficiente attribuzione, nella misura, delle responsabilità tra clienti e gestori di rete". "E' necessario intervenire con meccanismi incentivanti sulle modalità di remunerazione del servizio, al fine di aumentare il numero di misure disponibili", ha spiegato Bortoni, segnalando che occorre "ammodernare la dotazione infrastrutturale, ad esempio, attraverso la sostituzione dei misuratori presso la clientela diffusa" e "innovare radicalmente la struttura delle relazioni contrattuali per l'accesso al sistema, nonché la corrispondente attribuzione di responsabilità". Un'ulteriore area di intervento, ha proseguito, riguarda "la definizione di un nuovo quadro di regole in tema di perdite commerciali di rete", che passi da "un percorso che incentivi i distributori alla riduzione e al controllo delle perdite di rete e del gas non contabilizzato, in modo da garantire che questi rientrino entro limiti fisiologici"

Sul settore idrico Bortoni ha sostenuto che sono aumentati gli investimenti nel settore idrico ma non sono ancora sufficienti rispetto alle "effettive esigenze di ammodernamento e di sviluppo dell’infrastruttura idrica italiana". Infatti il dato relativo all'età di posa delle condotte di adduzione e distribuzione "mostra una rete acquedottistica vetusta: il 36% delle condotte risulta avere un'età compresa tra 31 e 50 anni, mentre il 24% è caratterizzato da un'età maggiore di 50 anni, a fronte di una vita considerata utile ai fini regolatori pari a 40 anni". I dati relativi alla distinzione tra interventi programmati e non programmati nel servizio di acquedotto, ha rilevato il presidente dell'Aeegsi, "sembrano confermare gli effetti della vetustà delle reti: è emersa una incidenza preponderante di interventi non programmati, pari al 92%, rispetto a quelli programmati, ridotti all'8%, segnalando, pur con le necessarie cautele, una generalizzata attività di riparazione di guasti, anziché di progressivo sviluppo e messa in sicurezza dell'infrastruttura". Per Bortoni "la capacità di presidio dell'infrastruttura esistente" risulta "ancora da rafforzare, sotto il profilo della conoscenza puntuale delle criticità e della individuazione di interventi in grado di contenere la strutturale prevalenza di riparazioni non programmate rispetto alle realizzazioni programmate". Per favorire questo processo, sottolinea, "l'Autorità ha introdotto, nell'ambito del nuovo periodo regolatorio 2016-2019, una nuova formulazione del programma degli interventi da inserire nello schema regolatorio".

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