
Finalmente almeno una delle autorità indipendenti non si è limitata a chiedere informazioni, ma ha battuto un colpo sul tema delle antenne per la trasmissione via etere e dell’Opas lanciata da Ei Towers nei confronti di Rai Way. L’Antitrust ha infatti aperto un’inchiesta sottolineando che, se si arrivasse a una fusione, l`operatore unico si troverebbe ad avere il 70 per cento del mercato delle infrastrutture di rete tv e farebbe sparire di scena ”l’unico concorrente nazionale” a Ei Towers. E visto che la società post-fusione, con Mediaset primo socio al 35% “avrebbe come clienti i due principali operatori di rete, nonché operatori nel mercato della raccolta pubblicitaria su mezzo televisivo”, Mediaset “sarebbe potenzialmente in grado di influenzare le condizioni competitive del suo principale concorrente”.
Qualche domanda ha suscitato invece il fatto che, lanciata l’Opas, Consob e Agcom non siano riuscite a chiarire immediatamente a investitori, consumatori, osservatori, in quale ambito ci si trovi e quali siano le reali possibilità, allo stato attuale, di una tale iniziativa.
L’Agcom, per esempio, non avrebbe potuto ricordare che in Europa chi possiede le infrastrutture di trasmissione di solito non è lo stesso soggetto che produce contenuti? Sia Mediaset che Rai sono in palese conflitto di interessi (se possiedono le torri di trasmissione e sono produttori di contenuti possono avere l’interesse ad ostacolare la trasmissione di contenuti concorrenti). Un’ipotetico merger sotto uno solo dei soggetti produttori di contenuti darebbe vita a un conflitto di intreressi doppio.
La Consob non avrebbe potuto ricordare per chiarezza di informazione al mercato che il governo, e cioè non un quidam de populo, ha stabilito e ribadito di non voler scendere sotto il 51 per cento (e che non si tratti di società contendibile è stato scritto nero su bianco anche nel prospetto per la quotazione di Rai Way)? E quindi che l’Opas per oltre il 66 per cento di Ray Way (quota che consentirebbe di decidere liberamente qualsiasi cosa anche in assemblea straordinaria) non era, almeno formalmente, allo stato attuale, praticabile? Possibile che il testo del Dpcm, le dichiarazioni formali del sottosegretario con la delega Giacomelli e del presidente del Consiglio, Matteo Renzi, non abbiano valore, per l’informazione al mercato?
Quantomeno, in un contesto di simile incertezza la Consob non avrebbe potuto costringere immediatamente le parti in causa a dare i chiarimenti ufficiali del caso al mercato onde evitare che i prezzi si formassero sulla base di scommesse sul futuro e non di un quadro circostanziato?
E ancora. Dato il quadro informativo non corretto o perlomeno incerto generato dall’annuncio di EI Towers, la Consob, in attesa di un chiarimento, non avrebbe proprio potuto chiedere a Borsa Italiana di sospendere il titolo Rai Way per evitare movimenti in Borsa privi di un’“alea razionale”?
Tanto per ricordarlo: il mercato si è mosso con oscillazioni straordinarie del valore dei titoli Rai Way, tanto che in Parlamento si è cominciata ad evocare anche una indagine per capire se ci sono state manovre e guadagni passibili di insider trading.
Leave a comment