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Le banche tornano a macinare utili, ma resta il freno al credito a imprese e famiglie

18/07/2014
L'ultimo rapporto di Prometeia mette il luce il ritorno delle aziende di credito alla redditività già quest'anno, ma resta il freno al finanziamento di imprese e consumi che riprenderà a crescere solo nel 2015.

Torneranno a macinare utili le principali banche italiane nel 2014 e fino al 2016, anche se il progresso sarà contenuto e graduale dopo gli anni del boom per le sofferenze e la relativa necessità di accantonamenti. Ma il credito alle famiglie e alle imprese avrà ancora un andamento negativo nel 2014 e solo nel 2015 e nel 2016 ci sarà qualche timida novità. Con il risultato di un contributo negativo alla crescita dell’economia, nonostante la ripresa degli utili e gli interventi a sostegno del patrimonio varati dal governo, come la rivalutazione delle quote di partecipazione nella Banca d’Italia.
Lo iato tra la ripresa della redditività delle principali banche italiane e la persistenza delle limitazioni al credito disponibile appare evidente nei dati dell’ultimo rapporto di Prometeia.
Già il primo trimestre dell’anno si è chiuso in positivo quest’anno. Gli 11 gruppi bancari quotati hanno chiuso il 1° trimestre del 2014 complessivamente in utile secondo le rilevazioni di Prometeia sui bilanci (1.3 miliardi di euro, dai 900 milioni del I trim 2013) e solo 2 operatori hanno registrato una perdita. Il risultato è stato sostenuto dalle commissioni nette e dal risultato di negoziazione. Il flusso delle rettifiche su crediti nei primi tre mesi si è marginalmente ridotto rispetto a quello del trimestre corrispondente del 2013 così come i costi (-1.6% sul I trimestre 2013).
Ma è solo il primo passo. Secondo le stime di Prometeia, nel 2014 il sistema bancario italiano, al netto degli effetti dell’esercizio di valutazione complessiva della BCE, tornerà a una redditività positiva, anche se modesta, per poi migliorare negli anni successivi, con il Roe (Return On Equity, cioè la redditività del capitale proprio) che passerà dall’1 per cento del 2014 ad oltre il 4 per cento nel 2016. Il credito a famiglie e imprese, al netto della componente delle sofferenze, si ridurrà invece nel 2014 e tornerà a crescere a ritmi contenuti nel biennio successivo, anche perché la rischiosità del credito rimarrà un elemento critico.
Più in particolare, dopo l’ulteriore perdita di esercizio stimata per il 2013 (di poco inferiore ai 16 miliardi di euro), nel 2014 il sistema dovrebbe tornare a realizzare utili per poco meno di 3 miliardi di euro. Il progressivo rafforzamento della redditività rimarrà complessivamente contenuto, se confrontato con il passato: circa 23 miliardi di euro di utili nel triennio 2014-2016, contro i 61 del triennio 2005-2007.
La necessità di consolidare la copertura dei crediti deteriorati e gli effetti della fragilità del contesto economico sulla qualità del credito determineranno un ulteriore flusso di rettifiche su crediti ancora molto elevato nel 2014 ma che dovrebbe ridursi l’anno successivo e soprattutto nel 2016 (circa 53 miliardi di euro cumulati nel triennio).
Proseguirà la riduzione dei costi operativi: -1.8 per cento medio annuo nel 2014-2015 e +0.2 nel 2016. La raccolta diretta di denaro si ridurrà ancora nel 2014-2015 per effetto della contrazione della componente obbligazionaria e tornerà a una crescita modesta solo nel 2016 (+1.5 per cento). Le esigenze di incrementare la raccolta stabile, anche per adeguarsi ai requisiti di liquidità di Basilea 3, favoriranno dal 2015 la ripresa dei depositi con durata prestabilita.
In questo contesto, il credito a famiglie e imprese, al netto della componente delle sofferenze, si ridurrà ancora nel 2014 (-0.6 per cento), per il timore delle banche sulla rischiosità dei debitori. E riprenderà a crescere ma a ritmi decisamente contenuti nel 2015 e nel 2016 (+2.2% in media).

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