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Le grandi banche manipolano i tassi, poi pagano una multa e tutto finisce in gloria.

23/10/2014
Per la terza volta la Commissione europea commina multe. Questa volta perché diverse aziende di credito hanno manipolato il livello del Libor, il tasso di interesse che viene usato come punto di riferimento per mutui, credito, finanziamenti di diversa natura.

Ancora multe per le grandi banche, che sfondano ogni volta tutti i “criteri” della trasparenza e della decenza, ma poi cancellano con un po’ di denaro le proprie malefatte.
Le ultime multe sono state comminate dalla Commissione europea e riguardano accordi tra aziende di credito per manipolare il livello del Libor, il tasso di interesse di riferimento utilizzato come base in innumerevoli forme di operazione di credito. Una manipolazione possibile, perché in ossequio all’idea che il mercato funziona bene da solo e la mano pubblica non ci deve mettere becco, il livello del Libor dipende dalle rilevazioni sui tassi di interesse praticati che vengono depositate dalle stesse banche interessate.
In particolare, i tecnici di Bruxelles hanno scoperto due differenti cartelli volti a manipolare il valore del Libor. Il primo puntava a influenzare il Libor relativo alle operazioni in franchi svizzeri tra il marzo del 2008 e il luglio 2009. Vi sono coinvolti JP Morgan e Royal Bank of Scotland. La banca americana ha raggiunto un accordo per versare alle autorità europee 61,6 milioni di euro e archiviare così le accuse. Rbs, invece, ha evitato una pena pecuniaria proprio per aver rilevato la presunta manipolazione.
Il secondo cartello riguardava il prezzo di alcuni derivati. Le banche coinvolte sono Ubs, JP Morgan e Crédit Suisse. Dovranno sborsare rispettivamente 12,6 milioni, 10,5 milioni e 9,2 milioni di euro.
Joaquin Almunia, il commissario Ue alla concorrenza, ha spiegato che questo «è il terzo caso in cui la Commissione scopre un cartello legato alla manipolazione di benchmark finanziari in cui le banche principali colludono invece di competere le une con le altre».
L`anno scorso venne comminata una multa da 1,7 miliardi di euro a sei banche (Deutsche Bank, Société Generale, Bank of Scotland, Citigroup, JP Morgan, Rp Martin, Ubs e Barclays) per avere manipolato il Libor riferito alle transazioni in yen giapponesi e l`Euribor, cioè il tasso di riferimento che riguarda tutte le operazioni di credito in euro.
Con le ultime multe il valore delle pene pecuniarie imposte per la manipolazione di prodotti cosiddetti benchmark ha toccato i 6 miliardi di dollari. Segno che i guadagni delle banche sono così forti da spingerle a oltrepassare ogni limite, anche a costo di pagare poi pesanti penali. L’ennesima dimostrazione, semmai ce ne fosse stato bisogno, che il mercato, da solo, non si autoregola.

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