Home >> Articoli >> Legge di bilancio: invece di ridurre le imposte sui profitti delle imprese sarebbe preferibile (e più utile) ridurre gli oneri sociali per le aziende.

Legge di bilancio: invece di ridurre le imposte sui profitti delle imprese sarebbe preferibile (e più utile) ridurre gli oneri sociali per le aziende.

10/11/2016
Non mi convince la manovra 2017 del governo che riduce l'aliquota Ires dal 27 al 24 per cento. C’è la necessità di un programma di medio termine con esito finale preventivamente quantificato e dichiarato, da finanziare a tappe annuali e con il quale far salire la competitività delle imprese italiane per mezzo della riduzione del cuneo contributivo che grava sul lavoro italiano.

La manovra finanziaria per il 2017 riduce l’aliquota IRES dal 27 al 24,  non mi convince. E’ giusto alleggerire la pressione fiscale sulle imprese perchè vi è l’urgente necessità di rilanciarne la competitività, soprattutto nei confronti di altri sistemi nazionali, ma in alternativa alla riduzione dell’IRES sarebbe di gran lunga preferibile usare quelle risorse per finanziare la riduzione degli oneri sociali  lato azienda con un programma di fiscalizzazione. C’è la necessità di un programma di medio termine con esito finale preventivamente quantificato e dichiarato, da finanziare a tappe annuali e con il quale far salire la competitività delle imprese italiane per mezzo della riduzione del cuneo contributivo che grava sul lavoro italiano. Sarebbe un sostegno molto forte alla manifattura, ma non solo a  quella, nonchè ai programmi di reshoring e di non delocalizzazione. Dico le ragioni che rendono preferibile l’alternativa:  1) per beneficiare del taglio dell’IRES bisogna essere un’azienda in utile e il vantagio diventa apprezzabile solo se gli utili sono significativi. Ridurre l’IRES è irrilevante per la platea tutt’ora grande delle imprese che sopravvivono di stenti, a maggior ragione per quelle che perdono. Usare le risorse intervenendo nella fase della produzione del valore anzichè in quella della contabilizzazione degli utili consente di portare in zona salute imprese che sopravvivono o sono in rosso, di far crescere la competitività dell’intero sistema e non solo delle imprese già in attivo. Intervenire a monte della manifestazione degli utili consente inoltre all’impresa la libertà di scegliere se usare  la maggiore competitività per contrastare sul versante dei prezzi un concorrente straniero con minor cuneo fiscale, rinunciando a far crescere il risultato gestionale netto, oppure avere un reddito d’impresa più soddisfacente con una politica dei prezzi meno moderata;   2) agire sugli oneri sociali offre la certezza che cresce la produttività di tutto il sistema Italia. Non va dimenticato che la grande crisi italiana nell’ambito delle difficoltà dell’Euro nasce proprio da un differenziale di produttività tra il nostro paese verso la Germania e che dopo Lehmann Brothers una platea significativa di aziende è finita in un’area di marginalità economica dalla quale non riesce ad uscire;  3) la fiscalizzazione avvantaggia l’impresa ma diversamente dall’operazione IRES rafforza anche il lavoratore italiano, e quindi l’impiego, perchè aumenta la competitività del dipendente tricolore nei confronti del collega polacco. Conosco l’obiezione all’approccio che propongo, il 27% della tassazione italiana sugli utili rende poco appetibile il nostro paese per gli investimenti stranieri. Osservo al proposito quanto segue:   1) le multinazionali straniere non si sono mai fatte intimidire dal 27% avendo la possibilità di far emergere gli utili creati in Italia in paesi a fiscalità più conveniente;  2) anche escludendo la prassi dell’appena citato punto 1), per scelta aziendale o perchè l’investitore straniero non è multinazionale, la riduzione degli oneri sociali si tradurrebbe comunque in maggiore soddisfazione sul versante degli utili perchè la fiscalizzazione li fa salire e l’IRES non è progressiva. Il proposito della riduzione dell’IRES raggiungerebbe certamente lo scopo -tutto nominalistico-  di migliorare la posizione italiana nella graduatoria internazionale della tassazione degli utili di impresa ma non sta nel novero delle politiche per far uscire l’Italia dai suoi problemi strutturali.

Leave a comment

Plain text

  • Nessun tag HTML consentito.
  • Indirizzi web o e-mail vengono trasformati in link automaticamente
  • Linee e paragrafi vanno a capo automaticamente.
CAPTCHA
Questa domanda serve a verificare se sei un visitatore umano.
17 + 3 =
Solve this simple math problem and enter the result. E.g. for 1+3, enter 4.