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L'industria dei media comincia a fare i conti con la social tv

16/06/2014
I risultati dell’ultimo Accenture Digital Survey 2014 mostrano cambiamenti importanti per la fruizione dei video.La televisione tradizionale resta un punto forte di riferimento, ma social Tv e streaming cominciano a intaccarne il predominio.

La televisione tradizionale resta un punto forte di riferimento e fruizione, ma social Tv e streaming cominciano a intaccarne il predominio. Per averne un’idea basta guardare i risultati dell’ultimo Accenture Digital Survey 2014.

Lo studio ha analizzato il comportamento di 23mila consumatori in tutto il mondo. E tanto nel consumatore italiano quanto nel consumatore "digitale globale" sono emersi abitudini e cambiamenti di importanti per il futuro dell’industria del video.

In Italia, per esempio, la fruizione di contenuti televisivi avviene ancora per il 73 per cento tramite Tv. Ma oltre la metà (54 per cento) degli intervistati ha dichiarato anche di guardare abitualmente via Internet film e programmi tv con frequenza quotidiana e il 34 per cento con frequenza settimanale (a livello globale le percentuali sono rispettivamente del 44 per cento e del 39 per cento).

L’indagine ha messo in luce che a predominare nella fruizione di contenuti video su internet è lo streaming, a scapito dei download. Per fornire qualche numero: il 71 per cento dei consumatori ha dichiarato di vedere i videoclip in streaming (il 62 per cento se l`accesso avviene da mobile). E gli italiani si sono in questo caso lamentati della bassa qualità delle connessioni (più della metà si è dichiarato disposto a pagare un extra per connessioni migliori e più veloci).

Gli italiani poi si sono rivelati fruitori, ma anche sempre di più produttori di contenuti televisivi (dichiara di farlo l’80 per cento degli intervistati, un dato superiore al 70 per cento dei consumatori globali).

Infine, le previsioni di acquisto. I device più diffusi fra i consumatori italiani sono risultati i televisori. Sugli acquisti futuri invece non c`è partita: il 32 per cento pensa a sostituire il proprio smartphone.

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