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L'Istat certifica il cambiamento delle abitudini di spesa delle famiglie italiane

08/07/2015
Il livello medio resta lo stesso, dopo tre anni di riduzioni. Ma cresce la differenza tra Nord e Sud. E per la prima volta le famiglie giovani spendono di meno di quelle anziane. Segno che l'occupazione mette in difficoltà i giovani e che si fanno sempre meno figli.

Dopo due anni di calo, nel 2014 la spesa media mensile per famiglia a prezzi correnti è risultata sostanzialmente stabile e pari a 2.488,50 euro (+0,7 per cento rispetto al 2013), pur in un contesto di una moderata crescita del reddito disponibile. Il resto è andato ad accrescere il risparmio. Segno che l’incertezza sul futuro ha spinto le famiglie a spingere l’acceleratore sui soldi da mettere da parte piuttosto che sugli acquisti.

I dati sono stati diffusi dall’Istat. Quindi sono fondati. Ma questo non significa che non sia cambiato nulla. Al contrario, se nella media generale tutto è rimasto invariato, alcuni cambiamenti appaiono significativi e mostrano una tendenza che disegna una stabilizzazione di nuove abitudini. Così, mentre è rimasto stabile il livello della spesa alimentare in generale, (in media 436,06 euro al mese), ha continuato a calare la spesa per l’acquisto di carne (da 99,64 nel 2013 a 97,20 euro nel 2014) e di bevande analcoliche (da 20,61 a 19,66 euro), mentre è cresciuta la spesa per piatti pronti e altre preparazioni alimentari (da 9,52 a 10,5 euro).

Dietro e sotto i dati medi è emersa inoltre anche una crescita della divergenza di condizione tra Nord e Sud. Così, dopo tre anni di crescita, è sceso il numero di famiglie che riducono la quantità o la qualità dei prodotti alimentari acquistati (dal 62 per cento al 59), soprattutto nel Centro-Nord. Ma non è scesa la quota di acquisti presso hard discount (13 per cento), che ha continuato a crescere al Sud e nelle Isole (dal 12 al 15 per cento).

Infine, a testimoniare la situazione occupazionale dei giovani, e la scarsa natalità in Italia, l’Istat ha certificato che per la prima volta la spesa delle famiglie under 35 è risultata più bassa di quella delle famiglie più anziane. I livelli di spesa più bassi, tenuto conto anche dell’ampiezza familiare, sono risultati infatti quelli relativi alle coppie giovani (con persona di riferimento under35), che, per la prima volta, hanno una spesa inferiore a quella delle coppie con persona di riferimento di 64 anni e oltre (di circa 100 euro).

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