
Si chiama Ciy Risk Index lo studio che i Lloyd’s di Londra hanno presentato in questi giorni, indicando quali sono i rischi per la crescita che corrono 301 tra le principali megalopoli del mondo, comprese Roma, Napoli, Milano e Torino.
Lo studio ovviamente serve al gruppo assicurativo britannico per mettere in luce quanto sia necessario prendere in considerazione l’idea di sottoscrivere polizze, ma prende le mosse da un lavoro straordinario, certosino e fondato su dati molto robusti compiuto dall’Università di Cambridge, che ha mappato e analizzato tutti i rischi per le attività lavorative, per le infrastrutture, per l’economia delle grandi città, a causa di diversi fattori di pericolo, dal terrorismo agli attacchi informatici, dalle fluttuazioni del prezzo del petrolio alle catastrofi naturali (terremoti, inondazioni, siccità…).
Per quanto riguarda l’Italia, le quattro città italiane dovrebbero produrre nei prossimi dieci anni un Pil annuale pari a 499 miliardi di dollari. Ma il dieci per cento di questa ricchezza potrebbe essere a rischio per gli effetti delle 18 minacce censite dallo studio, a cominciare dal crollo dei mercati finanziari fino alle inondazioni e alle eventuali pandemie.
In allegato gli studi di Cambridge e le tabelle dei Lloyd’s per Roma, Milano, Napoli, Torino.
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