
Ancora notizie a metà strada tra positivo e negativo dall’economia italiana. Gli ultimi dati dell’Istat sugli occupati e i prezzi al consumo dimostrano la debolezza delle tendenze positive e la permanente complessità della situazione congiunturale italiana.
A maggio, secondo le stime preliminari, l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, ha registrato un aumento dello 0,3 per cento su base mensile e una diminuzione su base annua pari a -0,3 (era -0,5 per cento ad aprile). Il ridimensionamento della flessione su base annua dell’indice generale è principalmente da attribuire all’inversione di tendenza dei prezzi dei Tabacchi (+2,0 per cento, da -0,3 del mese precedente) e degli Alimentari non lavorati (+0,3 per cento, da -0,5 del mese precedente).
Quanto all’occupazione, ad aprile il numero degli occupati è cresciuto dello 0,2 per cento (+51 mila persone): l’aumento ha riguardato sia i dipendenti (+35 mila quelli a tempo indeterminato) sia gli indipenenti (+16 mila).
L’aumento del numero delle persone in cerca di lavoro, con un piccolo scioglimento del ghiacciaio di non cerca lavoro, né studia, né fa altro, ha determinato un effetto statistico che si è tradotto con un aumento del tasso di disoccupazione (+1,7 per cento).
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