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Progressi e prospettive del riciclo Made in Italy dei rifiuti

11/07/2014
La quota di imballaggi conferiti in discarica è passata da oltre due terzi a meno di un quarto; quella recuperata è passata dal 33 al 76,4 per cento, evitando la costruzione di almeno di 100 discariche. Primo rapporto del Conai. L’obiettivo è di avviare a riciclo 7,7 milioni di tonnellate di rifiuti di imballaggio raggiungendo nel 2015 un tasso di riciclo del 67,4 per cento.

Mille e 400 aziende, 150 mila addetti e un fatturato complessivo di 9,5 miliardi di euro l’anno: le imprese del riciclo dei rifiuti made in Italy sono diventate una realtà di dimensioni ragguardevoli, anche se il settore deve ancora raggiungere un livello ottimale di attività.

Secondo il primo rapporto sulla sostenibilità del Conai, il consorzio delle imprese imballaggi, "la quota di imballaggi conferiti in discarica è passata da oltre due terzi a meno di un quarto; quella recuperata è passata dal 33 al 76,4 per cento, evitando la costruzione di almeno di 100 discariche. Le tonnellate di rifiuti di imballaggio avviati a recupero nel 2012 sono state 8,6 milioni". "Grazie alla filiera del riciclo, nel 2012 sono stati re-immessi nel ciclo produttivo 7,5 milioni di tonnellate di materie prime derivanti da rifiuti di imballaggio". Il target del "55 per cento di riciclo, previsto per il 2008, è stato raggiunto nel 2005 e si è attestato al 67 per cento nel 2012".

In termini di percentuale di riciclo, "gli imballaggi in plastica hanno raggiunto il 37 per cento, quelli in legno il 55, quelli in alluminio il 59. Il vetro ha superato il 70 per cento, l'acciaio il 75 e la carta l'85".

Secondo il Conai, per il riciclo dei rifiuti di imballaggio, le previsioni al 2015 stimano un tasso medio di crescita annua di circa 1,5 per cento. L’obiettivo è di avviare a riciclo 7,7 milioni di tonnellate di rifiuti di imballaggio raggiungendo un tasso di riciclo del 67,4 per cento.

Grazie al riciclo degli imballaggi, i kiloWattora risparmiati in 15 anni sono stati 350 miliardi, un valore superiore alla domanda complessiva annuale di energia in Italia, così come 125 milioni sono state le tonnellate di emissioni di CO2 evitate.

Dal punto di vista economico, secondo il Conai i benefici per il Paese ammonterebbero a oltre 15 miliardi di euro: 5,3 miliardi i costi di smaltimento evitati, 1,5 miliardi i costi di emissioni di CO2, 2,4 miliardi il valore delle materie prime seconde recuperate tramite la raccolta differenziata, 535 milioni i costi evitati grazie alla prevenzione, 5,4 miliardi il valore dell'indotto della filiera raccolta e recupero. A fronte di costi nello stesso periodo per 4,1 miliardi di euro, il saldo netto sarebbe, dunque, di oltre 11 miliardi di euro.

 

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