Home >> Articoli >> Punto per punto, ecco che cosa propone per l'economia Hamon, che ha vinto le primarie della sinistra francese

Punto per punto, ecco che cosa propone per l'economia Hamon, che ha vinto le primarie della sinistra francese

30/01/2017
Non solo reddito “di esistenza”, ma tassa sui robot, abrogazione della Loi Travail, stop al diesel dal 2025 e in Europa fine dell’austerità, un piano di investimenti pubblici e debito pubblico in comune.

Reddito universale, tassa sui robot, mantenimento delle 35 ore, riconversione ecologica, fine dell’austerità a tutti i costi in Europa e debito pubblico in comune. Questi i temi economici che hanno caratterizzato la campagna di Benoit Hamon, vincitore delle primarie della sinistra francese e candidato all'Eliseo, che immagina per la Francia un futuro “in cui il lavoro non sia più fattore di sofferenza ma di emancipazione, in cui il nostro modello di produzione integri realmente le esigenze ecologiche”.  

Proposta chiave del programma di Hamon è il “reddito universale di esistenza”, “per sradicare la grande precarietà e contribuire a creare un nuovo rapporto con il lavoro”. Un obiettivo che Hamon intende raggiungere attraverso un percorso in diverse tappe, al termine del quale (la data dell'entrata in vigore della misura non è stata però definita) tutti i cittadini avrebbero garantita una somma di 750 euro al mese. Secondo il cronoprogramma previsto, Hamon punta già dal 2018 ad aumentare l'attuale RSA (Reddito attivo di solidarietà – un sistema misto introdotto nel 2009 che prevede una sorta di reddito minimo per chi non lavora o un'integrazione per chi ha un'occupazione poco retribuita, concesso in base ad alcuni parametri tra cui l'età e la situazione familiare): l’aumento sarebbe del 10% a 600 euro, versando la RSA automaticamente a tutti gli aventi diritto. Sempre dal 2018, un reddito universale sarebbe garantito a tutti i cittadini tra i 18 e i 25 anni. Subito dopo, il candidato all'Eliseo intende dare il via ad una grande conferenza programmatica, per disegnare la road map che porterà alla definitiva entrata in vigore della misura. Tra i nodi da sciogliere il rapporto con le altre misure di protezione sociale esistenti, e soprattutto la modalità di finanziamento. Il tema delle coperture è stato infatti al centro delle critiche dei detrattori della proposta, che temono un aumento delle tasse, visto il costo elevato della misura a regime per le casse dello Stato francese (secondo alcuni studi oltre i 300 miliardi di euro).

Sul piano del lavoro, Hamon punta all'abrogazione della Loi Travail, una delle riforme  simbolo del governo Valls, duramente criticata dai sindacati e dall'ala sinistra del PS, che prevede in materia di orario di lavoro la precedenza della contrattazione aziendale su quella di categoria. Hamon sostiene inoltre il mantenimento delle 35 ore lavorative, affiancato però da una serie di misure per incentivare le aziende a diminuirle ulteriormente e dal diritto incondizionato al part time; un nuovo Statuto dei lavoratori, che azzeri la differenza tra lavoratori dipendenti e professionisti; il diritto universale alla formazione continua; il riconoscimento del “burnout” come malattia professionale; il diritto alla “deconnexion” per tutti (stop a telefonate e mail fuori dall'orario di lavoro); un diritto di veto sulle grandi scelte strategiche per i rappresentanti dei lavoratori eletti nei comitati d'impresa delle aziende con più di 2.000 dipendenti; un maggior peso dei sindacati nelle decisioni aziendali ed un accesso garantito alle informazioni.

Altra proposta chiave, la creazione di una tassa sui robot “per finanziare la nostra protezione sociale”. In pratica, se un lavoratore viene sostituito da una macchina, la ricchezza generata sarà tassata per finanziare misure di protezione sociale come il reddito universale.

Il programma dell'ex ministro dell'Istruzione si caratterizza anche per la grande attenzione all'ecologia. “Non posso immaginare di essere socialista senza essere ecologista”, ha affermato Hamon, che punta ad un cambiamento del modello di sviluppo francese e intende lanciare un grande piano di investimenti pubblici per l'efficientamento energetico degli edifici e per la conversione agricola a sostegno delle produzioni bio, raggiungere l'obiettivo del 50% di rinnovabili entro il 2025 e vietare la circolazione dei diesel a partire dallo stesso anno. Focus anche sulla cultura, con l'obiettivo di aumentare la quota di investimenti dello Stato all'1% del Pil.

Novità sul fronte dei rapporti con l'Europa. Hamon propone un “nuovo contratto politico” per l'UE, che abbia al centro la difesa europea, un grande piano comune di investimenti per la transizione ecologica che metta fine all'austerità, insieme ad un processo di convergenza sociale e fiscale. Ed ecco quindi la proposta di annullare il debito accumulato a partire dal 2008 dai Paesi Ue maggiormente indebitati e detenuto da altri Stati membri dell’Unione; una moratoria dell'attuale Patto di Stabilità fino alla sua riforma che si dovrebbe caratterizzare secondo Hamon per l'esclusione degli investimenti dal calcolo del deficit, e per l'obiettivo dell'armonizzazione fiscale, indispensabile per contrastare il dumping fiscale tra i diversi Paesi dell’Unione europea.

Leave a comment

Plain text

  • Nessun tag HTML consentito.
  • Indirizzi web o e-mail vengono trasformati in link automaticamente
  • Linee e paragrafi vanno a capo automaticamente.
CAPTCHA
Questa domanda serve a verificare se sei un visitatore umano.
10 + 1 =
Solve this simple math problem and enter the result. E.g. for 1+3, enter 4.