
Tra tutti i Paesi dell'Ocse l'Italia ha il più basso costo della Sanità. Non solo. L'Italia è anche il Paese avanzato dove i costi si sono ridotti mentre in tutto il resto del mondo industrializzato l'invecchiamento della popolazione e il ricorso a tecnologie sempre più avanzate hanno prodotto rincari. A certificare questi dati, la cui conoscenza è molto opportuna mentre si discute in Parlamento sulla legge di stabilità, è stata l'Ocse nel rapporto Health at Glance 2015.
In particolare, il costo della Sanità italiana è il più basso del mondo, 3.100 dollari a persona contro i più di 4000 di Francia e Germania ed i 3.400 della media Ocse. In termini generali questi costi rappresentano in Italia l'8,8 per cento del Pil, contro l'11,6 della Germania, il 10,9 della Francia e il 9 per cento della media Ocse. Senza contare gli enormi costi degli Stati Uniti, 8.700 dollari a persona ed una spesa sul Pil del 16,4 per cento.
I costi crescono in tutto il mondo, si spiega nel rapporto, per l`invecchiamento delle popolazioni e gli extracosti delle tecnologie e dei nuovi medicinali. Il tasso di crescita dei costi in termini reali nei 34 paesi dell'Ocse nel periodo 2009-13 è stato del 3,4 per cento annuo. L`Italia è l`unico paese industriale, con Grecia e Spagna, ad avere avuto nello stesso periodo una crescita negativa, con riduzione annua dei costi dell'1,6.
Altro elemento che contraddistingue l`Italia è il continuo aumento della spesa privata. Pur in presenza di un servizio pubblico universale, come
per tutti i 34 paesi Ocse con l'esclusione degli Usa, in Italia cresce da anni la spesa privata, che oggi rappresenta oltre il 20 per cento della spesa globale (altro tema da tenere presente mentre si discute di legge di stabilità), mentre in paesi come Francia e Gran Bretagna la spesa privatarappresenta appena il 10 per cento del totale. Solo negli Usa è più alta, toccando il 60 per cento.
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