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Turismo: gli italiani tagliano le proprie spese. I piccoli soffrono. Ma la grande industria avanza perché intercetta i flussi internazionali.

23/12/2014
A Natale e Capodanno diminuiscono dell’1,6% gli italiani che andranno in vacanza. Secondo l’Istat nel 2013 l’Italia ha perso complessivamente 4 milioni di presenze turistiche. Sono urgenti i Decreti attuativi in materia di turismo previsti della Legge 106 approvata a fine luglio. Il taglio dell’Irap alle imprese previsto dalla Legge di Stabilità andrebbe esteso anche per i contratti di lavoro stagionali del turismo

Sono sempre meno gli italiani che vanno in vacanza. Basta leggere le principali indagini statistiche degli ultimi anni per capire che siamo dentro una lunga crisi della domanda interna di turismo. Anche la recente indagine previsionale realizzata per le festività natalizie da Federalberghi conferma questa tendenza negativa. A Natale e Capodanno 2014 solo 11,8 milioni di italiani andranno in vacanza, l’1.6% in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, quando si era già registrato un calo del 3%. Secondo Federalberghi saranno 48 milioni gli italiani che non faranno  alcuna vacanza durante queste festività natalizie, di cui,  circa 30 milioni,  dichiarano di rinunciarvi per motivi economici.

Secondo i dati diffusi recentemente dall’Istat, l’Italia ha registrato nel 2013  complessivamente (residenti e non residenti) 376,8 milioni di presenze negli esercizi ricettivi, l’1% in meno (circa 4 milioni) rispetto al 2012. I dati Istat ci dicono, inoltre, che da un esame decennale dei numeri, la permanenza media nelle strutture ricettive passa da 4,16 notti del 2003 a 3,63 notti del 2013. Nel 2013 le presenze turistiche dei residenti diminuiscono, rispetto al 2012, del 4,1% (oltre 8 milioni) e quelle dei non residenti in Italia crescono del 2,3% (oltre 4 milioni).

Per quanto riguarda il turismo internazionale in Italia, occorre segnalare  anche la crescita della spesa. Secondo i dati diffusi recentemente dalla Banca d’Italia, nel periodo gennaio-settembre 2014 la spesa dei viaggiatori stranieri  in Italia è cresciuta del 3,6% rispetto allo stesso periodo del 2013.

Secondo  l’UNWTOWorld Tourism Organization, nel periodo gennaio-ottobre 2014, gli arrivi a livello globale (978 milioni)  sono cresciuti del 5 per cento, 45 milioni in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. L’organizzazione mondiale del turismo prevede di chiudere i bilanci del 2014 a 1.1 miliardi di arrivi  internazionali nel mondo. Da  segnalare anche la crescita degli arrivi in Europa del 4%. Sono dati estremamente positivi che si inseriscono in un quadro di crescita di lungo periodo degli arrivi a livello globale.

La crisi che stiamo vivendo colpisce in particolare le micro e piccole imprese, quelle che fanno fatica a reggere i ritmi dell’innovazione, a competere in uno scenario globale sempre più complesso, ad investire in innovazione e qualificazione. Spesso la crisi colpisce le realtà turistiche periferiche rispetto alle grandi città d’arte che continuano a catalizzare gran parte dei flussi turistici internazionali. Spesso, le località più penalizzate sono quelle  balneari, montane, termali, per fare qualche esempio significativo.   

Per quanto riguarda le grandi imprese turistiche italiane, quelle che riescono ad internazionalizzare, ad entrare a pieno titolo nei grandi circuiti  del crescente mercato globale descritto dall’UNWTO, in particolare per quelle che hanno puntato sull’innovazione tecnologica e sulle prenotazioni online,  la situazione sembra estremamente positiva. Secondo la “Classifica sull’attrattività dei settori” elaborata da K Finance, partner equity  markets di Borsa Italiana e pubblicata da “Il Sole 24 ore” del 22 dicembre 2014, che ha esaminato i bilanci di un campione di 36.000 imprese con sede in Italia e con un fatturato superiore ai 5 milioni di euro suddivisi in 18 settori, la grande industria del turismo e la filiera del tempo libero si colloca, con ricavi in rialzo pari a 1.7 per cento, al terzo posto dopo i settori “salute” e “utilities”.

Per intercettare i flussi turistici internazionali che continuano a crescere a ritmi elevati e compensare il calo del turismo degli italiani serve un progetto fondato su una governance unitaria che riesca a valorizzare le peculiarità territoriali. La modifica del Titolo V della Costituzione in discussione in Parlamento è un aspetto di notevole importanza che consentirà al Paese di evitare le frammentazioni di questi anni e fare sistema. La Riforma, che consegna espressamente allo Stato la competenza in materia di norme generali sul turismo, è un aspetto basilare per poter elaborare un progetto di sviluppo. Così come è di notevole importanza l’alleanza Alitalia – Etihad, che rafforza il ruolo dell’Italia nel sistema dei trasporti globale. L’aumento dei voli a lungo raggio rappresenta sicuramente uno degli aspetti più importanti per intercettare i crescenti flussi turistici internazionali.

Si rendono sempre più urgenti i Decreti  per attuare le norme in materia di turismo previsti dal Decreto Legge 31 maggio 2014, numero 83,  convertito in legge dal Parlamento (29 luglio 2014, n°106). E’ urgente l’avvio della nuova Agenzia nazionale del turismo, come riformata dalla Legge 106/2014,  e l’individuazione di nuove risorse da investire in campagne di  promozione che favoriscano la commercializzazione dei prodotti turistici italiani. Per sostenere la domanda interna di turismo andrebbero riattivati i Buoni Vacanze seguendo l’esempio francese. Il taglio dell’Irap alle  imprese previsto dalla Legge di Stabilità andrebbe esteso anche per i lavoratori stagionali del turismo. 

 

 

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