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Turismo, si intravede la luce in fondo al tunnel

13/12/2016
I dati Istat indicano che in una congiuntura mondiale e soprattutto europea favorevole, in Italia si ricominciano a intravedere segnali positivi.

Il turismo mondiale continua a crescere e finalmente anche in Italia si intravedono segnali positivi. Segnali certificati dall’Istat che ha diffuso i dati definitivi del 2015 del turismo in Italia. Sono  numeri che vanno inseriti in una congiuntura mondiale favorevole: secondo le ricerche  dell’UNWTO, Organizzazione mondiale del turismo,  gli arrivi a livello globale nel 2015 sono stati 1,186 miliardi con un incremento pari al 4,6%. Stiamo parlando di  52 milioni di arrivi turistici in più rispetto all’anno precedente.

La crescita risulta più elevata per le Americhe (5,9%) e per l'Asia e il Pacifico (5,6%), seguono l'Europa (4,7%) e il Medio Oriente (1,7%); solo l'Africa è risultata in flessione (-3,3%). L'Europa - che si conferma l’area più visitata del mondo - ha raggiunto quota 607,7 milioni di arrivi, con 27,5 milioni di turisti in più rispetto al 2014; l’aumento è notevole anche nell’Europa Meridionale-Mediterranea con 10,4 milioni di arrivi in più (+4,8%).

Tornando al dato italiano, secondo l’Istat, nel 2015, le presenze negli esercizi ricettivi del  “Bel Paese” sono state circa 392,8 milioni ( +15 milioni sul 2014, pari al +4%)  e gli arrivi 113,4 milioni ( +7 milioni, pari a +6,4%). Le presenze dei turisti residenti in Italia negli esercizi ricettivi sono stati oltre i 200,2 milioni ( +4,8%), quelle dei non residenti, stiamo parlando in questo caso dei turisti stranieri,  192.6 milioni (+3,1%).

Gli aumenti relativi regionali più consistenti delle presenze turistiche sono stati registrati in Molise                ( +17,3%), Lombardia ( +10,4%), Basilicata (+9,6%), Sardegna (+9,1). Tutte le Regioni registrano un segno positivo, ad eccezione dell’Abruzzo dove è stata registrata una flessione del – 3,3% e della Sicilia dove le presenze sono calate del  -2,4%.  Le Regioni con il maggior numero di presenze turistiche sono state Veneto, Trentino – Alto Adige, Toscana, Lombardia. In queste regioni si concentra il 48,6% delle presenze turistiche italiane.

Per quanto riguarda i Comuni, Roma si conferma, sempre secondo l’Istat,  la principale destinazione turistica italiana con quasi 25 milioni di presenze, seguita da Milano, Venezia, Firenze e Rimini (anche se la storica località turistica “ nazional-popolare” della Romagna, rispetto al 2014, registra un calo delle  presenze turistiche pari a -1,1%). Tra le grandi località turistiche italiane occorre segnalare anche altri dati negativi oltre a quello di Rimini: San Michele al Tagliamento - Bibione (-4,9%), Ravenna      (-2,6%), Vieste ( -0,8%), Pisa ( -0,5%), Montecatini- Terme ( -3%), Siena ( -7,3%), Rosolina -RO -1,4%, Cavallino- Treporti (VE), -0.2%.      

Il “Report turistico in Italia 2015” diffuso dall’Istat quantifica anche l’impatto sul turismo dell’Expo, la grande esposizione universale tenutasi tra maggio e ottobre dell’anno scorso a Milano: negli esercizi ricettivi di Milano e dei comuni interessati dall’evento è stata registrata una impennata delle presenze del +26,8% (quasi 1,5 milioni di notti in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente).

Le presenze turistiche in Italia continuano a concentrarsi prevalentemente nel periodo estivo. Oltre la metà delle presenze dei residenti, infatti, si concentra nei mesi di giugno, luglio, agosto ( 54,4% del totale complessivo annuo) e dei non residenti nei mesi di luglio, agosto e settembre ( 47,2% delle presenze annue).

I dati diffusi dall’Istat ci dicono che complessivamente il turismo in Italia cresce, soprattutto grazie alle grandi città d’Arte come Roma, Milano, Venezia, Firenze. Ci dicono, inoltre, che ci sono aree di sofferenza che richiedono una particolare attenzione. Parliamo in particolare di aree balneari e termali che negli ultimi anni non sono riuscite a rinnovare complessivamente la propria offerta turistica.   Non è più rinviabile, per fare un esempio, una legge quadro in materia di concessioni demaniali ad uso turistico- ricreativo. Gli investimenti sulle nostre spiagge sono bloccati da anni a causa di una incertezza normativa che non è più tollerabile. L’attuale governo ha più volte annunciato una legge di riordino dell’intera materia che non è ancora stata approvata, nemmeno dopo la pronuncia della Corte di Giustizia Europea. Servono nuove regole per aprire questo mercato alla concorrenza, rinnovare e qualificare la nostra offerta balneare, incentivare la nascita di nuove imprese, in particolare tra le nuove generazioni. Così come vanno individuate delle politiche per il sostegno del rinnovamento delle nostre Città  termali che sono sottoposte ad una concorrenza sempre più aspra.  Servono politiche di destagionalizzazione come quelle relative alla reintroduzione dei “Buoni Vacanze”, per sostenerne la diffusione seguendo il modello francese. E’ fondamentale, inoltre, la trasformazione della tassa  di soggiorno in imposta di scopo per finanziare le politiche per il turismo.

Il turismo italiano si è ripreso in un contesto di crescita internazionale favorevole, anche grazie al lavoro fatto dai nostri operatori turistici, che spesso hanno ridotto notevolmente i margini di guadagno per evitare di tenere le stanze degli alberghi vuote. Ha inciso notevolmente anche la crisi del turismo in nord Africa, causata dai continui momenti di tensione.

A sostegno della crescita del turismo mancano ancora politiche nazionali adeguate. Basta pensare all’Enit, che dal 1919 è l’Ente nazionale del turismo italiano. Dal 2014 sottoposto ad una profonda riforma, diventato Ente pubblico economico, non è ancora riuscito a ripartire adeguatamente. Andrebbe sicuramente valutato,  anche per evidenti esigenze di razionalizzazione della spesa pubblica, di integrare sempre di più le politiche di promozione del turismo a quelle per il  commercio con l’estero, rafforzando la sinergia con la nostra rete consolare.

 

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