
Nuovo affondo tedesco nel tentativo di impedire al presidente della Bce, Mario Draghi, di irrobustire ancora di più le iniziative di politica monetaria volte a sostenere l’economia e sollecitare un piccolo rialzo dell’inflazione. A portarlo è stato ancora una volta il presidente della Bundesbank, la banca centrale tedesca, e consigliere della Bce, Jens Weidmann, il quale ha chiesto di considerare rischi ed effetti collaterali di una politica monetaria così accomodante.
Durante la presentazione del bilancio 2015 della Bundesbank 8leggi in allegato il rapporto annuale della Bundesbank) Weidmann, parlando di un possibile ulteriore rafforzamento delle misure messe finora in campo dalla Banca Centrale Europea a causa dell'inflazione troppo bassa, ha sottolineato come questi rischi collaterali «non possono essere semplicemente ignorati».
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