
“In Italia, la domanda complessiva di polizze assicurative è ancora aumentata lo scorso anno. I premi raccolti sono cresciuti del 2,5 per cento rispetto all’anno precedente, raggiungendo i 150 miliardi, il 9 per cento del PIL, per oltre tre quarti nel comparto delle assicurazioni sulla vita”. Lo ha affermato Salvatore Rossi, presidente dell’Ivass, l’autorità che ha il compito di sorvegliare e verificare l’attività delle compagnie di assicurazione (in allegato il testo della relazione di Rossi e della relazione annuale dell’Ivass). “Come si confronta questo dato con il resto d’Europa? Nel 2014 – ha chiarito Rossi - ultimo anno per cui disponiamo di dati comparabili, solo nel Regno Unito troviamo una quota del PIL decisamente maggiore, dell’11 per cento, in Francia la quota è simile a quella italiana, in Germania e in Spagna è più bassa: 6,5 e 5 per cento, rispettivamente. Nei tre paesi europei continentali è però diversa la composizione, meno sbilanciata a favore del comparto vita”. A tirare la corsa nel 2015 in Italia sono state le polizze vita unit linked, già molto dinamiche nel 2014: i premi hanno raggiunto i 32 miliardi, dai 22 dell’anno prima. Per le polizze vita tradizionali, a prevalente contenuto obbligazionario e con rendimenti minimi garantiti, i premi sono invece scesi a 76 miliardi, dagli 82 del 2014.
I premi su polizze per la responsabilità civile nella conduzione di auto e motoveicoli (brevemente: RC auto) hanno mostrato un nuovo regresso rispetto all’anno prima, del 6,5 per cento, da attribuire però alla riduzione dei prezzi, non dei volumi, essendo il parco veicoli rimasto stabile. “I premi per tutti gli altri rami danni sono lievemente cresciuti, ma restano – ha detto Rossi - un segmento esiguo del mercato nel suo complesso: ne coprono solo il 12 per cento. Negli altri principali paesi europei il comparto danni non automobilistici è molto più sviluppato: in Germania e in Spagna rappresenta oltre il 40 per cento del mercato, in Francia il 30”.
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