
Gli indicatori congiunturali suggeriscono che nel secondo trimestre il PIL, come nel complesso dell’area dell’euro, aumenta a un tasso inferiore rispetto a quello del periodo precedente. E per sul futuro incombono i rischi provocati dall’uscita della Gran Bretagna dall’Unione europea. “I possibili effetti della Brexit sul quadro previsivo – scrivono gli economisti della Banca d’Italia nell’ultimo bollettino economico - dipendono dal verificarsi di conseguenze ancora ampiamente ipotetiche. Le ricadute sulle proiezioni dei movimenti nei mercati finanziari, valutari e delle materie prime osservati dopo il referendum britannico sono minime. Conseguenze più significative sull’attività economica potrebbero materializzarsi nei prossimi mesi in caso di un forte calo dell’attività nel Regno Unito, che potrebbe trasmettersi al nostro paese attraverso l’interscambio commerciale o una revisione dei piani di investimento delle imprese attive sul mercato britannico. Tali canali potrebbero implicare un effetto non trascurabile ma limitato sul prodotto: in questa ipotesi e considerando le informazioni più recenti sul secondo trimestre del 2016, la crescita potrebbe collocarsi poco sotto l’1 per cento quest’anno e attorno all’1 il prossimo”.
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