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Bankitalia: le aspettative di inflazione, crescita e domanda sono o in calo o stazionarie

11/07/2016
I risultati dell'indagine trimestrale tra le imprese italiane.

Le attese sull’inflazione al consumo sono state riviste al ribasso su tutti gli orizzonti temporali, in misura più marcata su quello a 6 mesi (allo 0,0 per cento, dallo 0,4 in marzo). Per gli altri periodi il tasso di inflazione atteso si è ridotto di due decimi di punto percentuale, allo 0,3 e allo 0,6 per cento sugli orizzonti a uno e due anni e allo 0,8 per cento per quello fra tre e cinque anni. Le imprese segnalano una variazione appena negativa dei propri prezzi di vendita rispetto a un anno prima (-0,1 per cento), in rialzo rispetto al calo più marcato dichiarato nell’indagine precedente (-0,5 in marzo), un risultato dovuto principalmente alle imprese del comparto industriale. I prezzi di vendita crescerebbero in modo più sostenuto (dello 0,9 per cento) nei prossimi dodici mesi, in aumento di 0,5 punti percentuali rispetto a quanto prefigurato in marzo, per effetto del rialzo delle attese riscontrato fra le aziende di maggiori dimensioni (almeno 1000 addetti) e fra quelle appartenenti all’industria in senso stretto. Le politiche di prezzo dei concorrenti restano il principale fattore frenante all’aumento previsto dei listini, mentre gli altri fattori contribuiscono a una sua crescita pressoché in ugual misura. Valutazioni sulla situazione economica generale dell’Italia La quota di imprese che giudica stabile la situazione economica generale è salita a oltre l’80 per cento. Il saldo dei giudizi di miglioramento e peggioramento resta lievemente positivo, pur se è in diminuzione dal settembre 2015. La probabilità media attribuita al miglioramento del quadro economico congiunturale nei prossimi tre mesi rimane sostanzialmente invariata rispetto a tre mesi fa, al 15 per cento. Evoluzione della domanda I giudizi sull’evoluzione della domanda corrente mostrano un lieve miglioramento, con un saldo tra valutazioni di aumento e diminuzione pari a 6,0 punti percentuali (+0,6 per cento rispetto alla rilevazione precedente). Tale risultato riflette il miglior andamento dichiarato dalle imprese di maggiori dimensioni (almeno 1.000 addetti) e di quelle appartenenti al comparto industriale

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