
Nei Paesi dell’euro le famiglie sono diventate mediamente più ricche negli ultimi anni, ma non in Italia. Lo afferma la Consob, l’Autorità che vigila sulla Borsa e sul mercato finanziario, nel Rapporto 2016 sulle scelte di investimento degli italiani. Negli ultimi anni, certifica la Consob, la ricchezza netta delle famiglie dell'Eurozona è cresciuta del 3,2 per cento. In Italia la crescita è stata di appena lo 0,4 per cento nel 2015, dato che insieme all’incremento registrato dalle attività finanziarie vi è stata una contrazione delle attività reali.
Nel Rapporto 2016 la Consob conferma che gli italiani sanno ben poco di finanza, spesso anche quando investono in prodotti finanziari. Il 20 per cento non ha proprio contatto con la finanza e solo poco più di 4 italiani su dieci conoscono il mondo dell’investimento finanziario.
Il risvolto di questa realtà lo si può verificare nella composizione del portafoglio di investimenti: dopo il 2007 la composizione del portafoglio degli investitori italiani ha riflesso il maggiore interesse per depositi bancari e postali (la cui incidenza sulle attività totali è passata dal 38 per cento nel 2007 al 52 nel 2015). E' diminuita invece la quota di ricchezza detenuta in azioni (-43 per cento), titoli del debito pubblico (-23 per cento) e obbligazioni (-19). Circa la metà di coloro che decidono di investire, rileva ancora la Consob, non vuol sentir nemmeno parlare di perdite o del rischio di ottenere rendimenti inferiori alle aspettative, mentre solo il 6 per cento degli intervistati comprende correttamente la nozione di diversificazione del portafoglio.
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