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Dagli anni Ottanta è cambiato l'effetto degli shock petroliferi sull'export dell'area euro

10/10/2015
Uno studio Bankitalia

L’analisi empirica sugli effetti degli shock petroliferi sull'Eurozona mostra che la correlazione fra il prezzo del petrolio e le esportazioni dell’area, pressoché nulla negli anni Settanta, è diventata positiva a partire dalla metà del decennio successivo. Le ragioni strutturali sottostanti questo cambiamento sono analizzate dalla Banca d'Italia con un modello nel quale sono stati identificati due tipi di shock. Il primo è una riduzione inattesa dell’offerta di petrolio, il secondo è un aumento inatteso della produttività dei partner commerciali dell’area. Il primo shock induce un aumento delle quotazioni del greggio e, per via di effetti recessivi globali, una contrazione delle esportazioni. Il secondo shock, stimolando la domanda di input energetici,  induce un rialzo dei prezzi del petrolio ma aumenta – contestualmente – la domanda di beni di consumo, favorendo in questo modo la crescita delle esportazioni dell’area. A partire dalla metà degli anni Ottanta, gli effetti sulle esportazioni della prima tipologia di shock si sono affievoliti, quelli della seconda tipologia si sono accresciuti.

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