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Draghi tira dritto e risponde picche ai tedeschi: il qe continuerà e i tassi resteranno bassi. Chi ha parlato di tapering non sapeva che diceva

20/10/2016
Nella riunione del direttivo la Bce (in allegato il testo del discorso di Draghi e Constâncio) ha lasciato inalterati i tassi di interesse. A dicembre si vedrà se e come la situazione economica è cambiata. Ma il quantitative easing continuerà fino a marzo, e oltre se ce ne sarà bisogno.

Se banchieri, investitori, politici e giornalisti tedeschi credevano di mettere sotto pressione Mario Draghi con una campagna martellante, sviluppatasi nelle ultime settimane, contro i tassi di interesse bassi e quantitative easing, nella riunione del comitato direttivo della Banca centrale europea di giovedì 20 ottobre sono stati ripagati con la stessa moneta. Il presidente della Bce ha tirato dritto, senza fare concessioni (in allegato l’introduzione alla conferenza stampa firmata insieme a Vítor Constâncio, Vice-President of the ECB): ha confermato che il quantitative easing durerà fino a marzo, come previsto, ma anche oltre se necessario; ha ribadito che i tassi di interesse resteranno bassi; ha spiegato che la politica monetaria della Bce ha consentito di attutire le ripercussioni del referendum sull’uscita dalla Unione europea della Gran Bretagna; ha ricordato che l’obiettivo della Banca centrale europea resta quello di una ripresa dell’inflazione entro i due punti percentuali; ha insistito ancora una volta sulla responsabilità dei governi nel fare le riforme per rilanciare lo sviluppo. E si è tolto pure un sassolino dalla scarpa, durissimo, affermando che chi ha parlato in questi ultimi giorni di tapering, cioè della fine dell’iniziativa del quantitative easing, provocando anche bruschi movimenti sui mercati, non sapeva proprio nulla e non aveva capito proprio nulla. Un segnale chiarissimo a tutti coloro che vorrebbero imbrigliare le decisioni della Bce per rimpinguare senza sforzi i bilanci delle banche (a cominciare da quelle tedesche) e degli investitori istituzionali.    

"Il quantitative easing della Banca centrale europea andrà avanti fino a marzo, e oltre se necessario", ha detto in particolare Mario Draghi nel corso della conferenza stampa svolta dopo la riunione del direttivo della Banca centrale europea che ha lasciato invariato il tasso di rifinanziamento principale. A dicembre poi si vedrà 

Quanto alle reazioni dei mercati a inizio ottobre di fronte alle indiscrezioni di un possibile 'tapering', un'uscita graduale dal piano di acquisto di titoli pubblici e privati, Draghi ha detto che ciò è avvenuto perché sono state seguite " le parole di qualcuno che non era informato sull'esatto stato della situazione e che non aveva idea".

Infine, come ormai fa da qualche tempo, Draghi è tornato a richiamare i Paesi dell'area euro sulle riforme strutturali: bisogna "impartire una accelerazione" a questo capitolo, ha detto. "Servono a tutti i Paesi, anche se le necessità variano da caso a caso". In particolare bisogna intraprendere iniziative per "aumentare la produttività e migliorare il contesto a favore delle imprese", anche con infrastrutture adeguate.

 

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