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Febbraio, qualche segnale positivo, pur se fra dati contrastati, su produzione e prestiti a famiglie e imprese.

11/04/2016
In allegato le tabelle e i testi della Banca d'Italia e dell'Istat.

Tra tanti dati contrastanti emergono anche alcuni segnali positivi a febbraio. Secondo Bankitalia (in allegato le tabelle), i prestiti al settore privato, corretti per tener conto delle cartolarizzazioni e degli altri crediti ceduti e cancellati dai bilanci bancari, hanno registrato una crescita su base annua dello 0,6per cento, a fronte di una contrazione a gennaio, sempre su base annua, del -0,2 per cento. In particolare, i prestiti alle famiglie sono cresciuti dell'1 per cento sui dodici mesi contro lo 0,8 nel mese precedente; quelli alle società non finanziarie sono aumentati, sempre su base annua, dello 0,3 per cento da -0,9 di gennaio. Sempre a febbraio, il tasso di crescita sui dodici mesi dei depositi del settore privato è stato pari al 3,4 per cento (3,6 a gennaio). La raccolta obbligazionaria, incluse le obbligazioni detenute dal sistema bancario, è diminuita del 15,3 per cento su base annua (-16,5 nel mese precedente). 

Sempre a febbraio, l'indice destagionalizzato della produzione industriale registrato dall'Istat (in allegato il terto integrale) è diminuito dello 0,6 per cento rispetto a gennaio ma, corretto per gli effetti di calendario, è aumentato dell'1,2 rispetto a febbraio 2015 (giorni lavorativi 21 contro 20 di un anno prima). Nella media del trimestre dicembre 2015-febbraio 2016 la produzione è aumentata dello 0,3 per cento rispetto al trimestre precedente mentre nella media dei primi due mesi dell'anno la produzione è aumentata del 2,5 rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. L'indice destagionalizzato presenta variazioni congiunturali positive nei raggruppamenti dei beni intermedi e dei beni strumentali (entrambi +0,2 per cento); diminuiscono invece l'energia (-2,9) e i beni di consumo (-0,5). In termini tendenziali gli indici corretti per gli effetti di calendario registrano, a febbraio 2016, aumenti nei comparti dei beni strumentali (+6,9 per cento), dei beni intermedi (+2,8) e, in misura più lieve, dei beni di consumo (+0,3); segna invece una significativa diminuzione il comparto dell'energia (-4,6).

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