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I mercati finanziari odiano i tassi in rialzo, la crescita latita e la Federal Reserve Usa si arrende

10/02/2016
Di fronte al Congresso Usa Janet Yellen annuncia che per ora non ci saranno ulteriori rialzi dei tassi. Poi si vedrà. Ma riconosce che vi sono rischi tangibili all'orizzonte. Leggi il testo integrale di Janet Yellen.

La forte spinta al ribasso dei mercati finanziari, che stava mettendo a rischio l'evoluzione dell'economia reale, la necessità di prendere atto anche degli oggettivi rischi prodotti dalla guerra dei cambi, dalla transizione ( e rallentamento) cinese e dalle difficoltà dei Paesi emergenti alla fine hanno piegato la Federal Reserve, la banca centrale degli Stati Uniti.

Così Janet Yellen nell'atteso intervento di fronte al Congresso per presentare l'andamento dell'economia e la linea politica della Fed ha detto, sia pure nell'ambito di un discorso motivato, che per ora i rialzi dei tassi di interesse si fermano. Poi, si vedrà: dipenderà dall'andamento dell'inflazione, della crescita, dell'occupazione. Una manifestazione di realismo e, insieme, una dimostrazione della forza degli interessi della finanza.

Al momento, ha detto in particolare Yellen di fronte ai membri del Congresso Usa, ci sono rischi sul fronte delle prospettive economiche che potrebbero ritardare i piani di rialzo dei tassi di interesse. "Le condizioni finanziarie negli Stati Uniti - ha detto il presidente della Fed - da un po' di tempo stanno sostenendo meno la crescita, con un ampio declino delle quotazioni azionarie, tassi di finanziamento più elevati e più rischi per chi prende denaro in prestito. Oltre ad un ulteriore apprezzamento del dollaro". "Questi sviluppi, se dovessero persistere, potrebbero pesare sulle prospettive economiche e del mercato del lavoro".

Da qui le precisazioni di Janet Yellen: la politica monetaria della Federal Reserve "non è assolutamente su una strada prestabilita". "La strada dei tassi dipenderà da cosa ci dicono i dati in arrivo in merito all'outlook economico e regolarmente aggiusteremo il livello dei tassi affinché sia in linea con il raggiungimento e il mantenimento della piena occupazione e con un'inflazione al 2%". E dunque tutto fermo per ora. Poi si vedrà: i tassi "saliranno più rapidamente" se la crescita sarà più forte o l'inflazione crescerà in modo più rapido di quanto attualmente la banca centrale si aspetta; altrimenti, "se l'economia dovesse deludere, un passo più lento dei tassi sarà appropriato". 

 

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