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Inps: un pensionato su due prende meno di mille euro al mese.

20/10/2015
Bilancio sociale Inps

L’Inps con il suo bilancio sociale ha presentato una foto aggiornata del lavoro, della previdenza e dell’assistenza in Italia.

Lavoratori autonomi. Nel 2014 i lavoratori autonomi iscritti all'Inps sono risultati nel complesso pari a 4.376.321 unità, con un decremento dello 0,5% rispetto al 2013. Tra questi 1.747.312 unità sono iscritte alla gestione artigiani (-1,6%), 2.175.450 alla gestione commercianti (unica categoria in crescita con +0,4%) e 453.558 (-0,8%) alla gestione coltivatori diretti, coloni mezzadri e imprenditori agricoli professionisti (CD-CM).

Pubblico impiego. I lavoratori pubblici iscritti a tempo indeterminato nel 2014 sono complessivamente 2.953.021, con una flessione del 2,8% rispetto al 2013. Le politiche di blocco del turn over nel pubblico impiego hanno avuto riflessi sulla platea di iscritti, peggiorando sia il rapporto tra iscritti e pensionati della Gestione pubblica, sia il rapporto tra entrate per contributi versati ed uscite per prestazioni pensionistiche. E' quanto emerge dal Bilancio Sociale 2014 dell'Istituto nazionale di previdenza sociale. Dall'analisi di genere si rileva che nel settore pubblico le donne rappresentano il 56,2 %, mentre i maschi il restante 43,8%. Tale dato dipende principalmente dalla distribuzione di genere della C.P.D.E.L. (Cassa pensioni dipendenti enti locali) e della C.T.P.S. (Cassa trattamenti pensionistici statali), che insieme rappresentano oltre il 95,0% degli iscritti. Il restante delle Casse incide poco sulla predetta distribuzione, come ad esempio la C.P.I. (Cassa pensioni insegnanti) che pur presenta un'altissima percentuale di iscritti di sesso femminile (oltre il 97%). La distribuzione per classe d'età evidenzia variazioni positive per quella sotto i trenta anni ed in quella oltre i 61 anni, mentre nelle classi intermedie dai 31 ai 60 anni l'andamento risulta negativoNel 2014 la media annua degli iscritti alla Gestione separata è diminuita di 78.213 unità (-8,6%) passando da 911.765 unità del 2013 a 833.552. I collaboratori sono diminuiti del 2,4%, mentre i professionisti hanno subito un calo del 30,1%. I contributi versati dagli iscritti ammontano a 6.820 milioni di euro (-5,2% sul 2013), di cui 5.980 sono versati dai collaboratori e 840 dai professionisti. Tra i collaboratori, i maschi versano 4.410 milioni di euro di contributi pari al 73,7% del totale della categoria, mentre le femmine versano il restante 26,3% pari a 1.570 milioni di euro. Tale differenza diminuisce tra i professionisti, dove gli uomini versano il 66,5% dei contributi totali di categoria (pari a 559 milioni di euro) e le donne versano il restante 33,5% (pari a 282 milioni).

Pensioni. Le nuove pensioni di vecchiaia (131.641) diminuiscono complessivamente del 12,6%, come anche la spesa annua pari a circa 1,4 miliardi di euro (-9,9%), mentre il valore medio dell'assegno aumenta del 3%. Per le pensioni di anzianità l'età media dei nuovi pensionati sale nel 2014 a 59,7 anni tra i dipendenti privati, a 61,3 anni tra i dipendenti pubblici e a 60,2 tra i lavoratori autonomi. Anche per le pensioni di vecchiaia si registra un aumento dell'età media, rispetto al 2013, con valori che si presentano naturalmente più elevati di quelli relativi alle prestazioni di anzianità e precisamente pari a 64,9 anni nel settore privato, 65,3 anni nel settore pubblico e 66,2 anni per i lavoratori autonomi. Si rileva inoltre che, essendo le donne le maggiori beneficiarie di pensioni di vecchiaia, esse arrivano al pensionamento in età mediamente più avanzata rispetto agli uomini, in prevalenza destinatari di pensioni di anzianità.

Quasi un pensionato su due (6,5 milioni di persone, pari al 42,5% del totale) percepisce meno di 1.000 euro al mese e tra questi il 12,1% è sotto ai 500 euro.

Assistenza. Le prestazioni assistenziali dell’Inps (finanziate dalla fiscalità generale) hanno comportato nel 2014 una spesa di oltre 25 miliardi di euro, registrando rispetto al 2013 un incremento dello 0,7% (pari a 180 milioni in valore assoluto). Nell'ambito assistenziale si rileva un aumento delle prestazioni di invalidità civile dello 0,5% (85 milioni di euro), passate da 17.047 milioni del 2013 a 17.132 milioni del 2014. Tra le prestazioni assistenziali si evidenzia, inoltre, la spesa di 4.805 milioni di euro sostenuta per le pensioni, gli assegni sociali e i vitalizi, che riguardano 845.824 mila trattamenti (+1,2% rispetto al 2013), con un incremento di spesa in valore assoluto di 178 milioni di euro. E, ancora, la spesa di 2.160 milioni di euro per le pensioni ante 1989 ai coltivatori diretti, coloni e mezzadri che diminuisce dell'8,8% (-207 milioni di euro) e la quota di 1.203 milioni di euro destinata ai pensionamenti anticipati, che presenta un aumento dell'11,5% (+124 milioni di euro) rispetto al 2013.

Ammortizzatori sociali. Nel 2014 l'ammontare della spesa per gli ammortizzatori sociali è stata di 22,6 miliardi di euro, dei quali 14,4 per prestazioni e circa 8,2 di contributi figurativi, con una contrazione rispetto al 2013 di 998 milioni di euro, pari al 4,2%. La spesa è ripartita in 6,1 miliardi per la cassa integrazione, 13,1 miliardi per le indennità di disoccupazione e 3,4 miliardi per le indennità di mobilità. Rispetto al 2013 si registra un decremento di spesa sia per la cig nel suo complesso di circa 592 milioni di euro (-8,8%), sia per le indennità di disoccupazione di 495 milioni (-3,6%), mentre per le indennità di mobilità si assiste a un incremento della spesa di 89 milioni (+2,7%). I dati riguardanti il numero dei beneficiari degli ammortizzatori sociali nel 2014, pur testimoniando il persistere di difficoltà economiche da parte di imprese e lavoratori, manifestano una diminuzione dei soggetti beneficiari della prestazione. Il flusso annuo dei lavoratori beneficiari della cig è stato di circa 1,2 milioni, contro 1,5 milioni di unità rilevate nel 2013, con una riduzione del 21,3%, mentre la mobilità ne ha interessati oltre 350.000 e le indennità di disoccupazione nel loro complesso circa 3 milioni.

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