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La Bce invita tutti i Paesi a mantenere ferma la rotta nella riduzione del debito. Un messaggio per l'Italia, e non solo.

22/09/2016
In allegato il testo integrale del bollettino economico della Banca centrale europea.

L’ultimo bollettino economico della Bce contiene una piccola carezza all’Italia sulla riforma del mercato del lavoro (anche se viene chiarito che i progressi maggiori nell’occupazione li hanno fatti in Germania e Spagna), ma anche un fermo richiamo a mantenere ferma la barra delle politiche per ridurre il debito pubblico, perché in caso di tempeste sui mercati i Paesi con maggiore indebitamento pubblico sarebbero sottoposti a prove davvero difficili. E dunque sempre dell’Italia, anche se non solo, si parla.

L’indicazione della Bce è chiara: la piena conformità al Patto di stabilità e crescita, sarebbe di supporto ai paesi nella correzione degli squilibri di bilancio, guidandoli in tal modo verso una traiettoria di indebitamento adeguata. "In prospettiva - dice la BCE - occorrerà impegnarsi affinché i documenti programmatici di bilancio siano efficaci come allarme preventivo e strumento correttivo. Questo rende necessaria l'applicazione piena e coerente, nel tempo e fra paesi, delle disposizioni previste dal cosiddetto ''two-pack''. Una volta ricevuti i documenti programmatici di bilancio a metà ottobre, la Commissione valuterà se sono rispettati appieno i requisiti del Patto. In caso di non conformità, la Commissione dovrà rinviare tali documenti ai paesi interessati".

Quanto alla riforma del lavoro, la nuova legislazione italiana ha contribuito "al rinnovato dinamismo dell'occupazione nel paese negli ultimi trimestri". Nel Bollettino si sottolinea che nell'area dell'euro la ripresa dell'occupazione è stata trainata principalmente da due grandi paesi: Germania (dove l'occupazione non è quasi calata, persino durante la Grande recessione) e Spagna. I due paesi rappresentano nell'insieme circa due terzi (rispettivamente il 31 e il 25 per cento) dell'aumento cumulato dell'occupazione nell'area dell'euro dal minimo del secondo trimestre del 2013. Francia e Italia hanno contribuito molto meno: nell'insieme appena il 13 per cento della crescita osservata dal primo trimestre del 2013, "anche se in Italia è stata altresì registrata un'accelerazione negli ultimi quattro trimestri". Questi andamenti, rileva la Bce, "potrebbero incoraggiare le altre economie dell'area ad attuare ulteriori riforme".

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