
Nel 2015 la fattura energetica italiana è stata pari a circa 34,482 miliardi di euro, in calo di 10,1 miliardi (-22,7%) rispetto al 2014 quando si è attestata a 44,637 mld di euro. E' ai minimi dal 2001. Nel 2016 si stima che la bolletta energetica sarà ancora in calo e sarà pari a 28-29 miliardi. E' quanto emerge dalla relazione annuale dell'Unione Petrolifera, illustrata dal presidente, Claudio Spinaci, nel corso dell’assemblea annuale dell’industria del settore.
Fra gli effetti aggiuntivi che il calo delle quotazioni di petrolio (-46,7%) ha prodotto nel 2015 per l'economia italiana c'è un nuovo, consistente ridimensionamento della fattura energetica, nonostante l'aumento dei consumi di energia (+3,2%) e l'indebolimeto del cambio euro/dollari. Il peso della fattura energetica sul Pil nel 2015 è stato pari al 2,1% rispetto al 2,8% del 2014 e al 4% del 2012: anno con l'incidenza più elevata di questi ultimi 10 anni.
Ad eccezione dell'esborso per le importazioni nette di energia elettrica, tornato sopra ai 2 mld di euro, tutte le fonti hanno rilevato decrementi rispetto all'anno precedente. In particolare, la spesa netta per l'approvvigionamento del gas è passata da 15,5 a poco meno di 14,2 mld (-8,6%) che con oltre 1,3 mld di euro in meno, dopo il petrolio, ha consentito il maggior risparmio sulla spesa energetica.
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