
L’Italia migliora, ma non riesce a recuperare le perdite della crisi e a mettersi a pari con gli altri principali Paesi europei su industria e lavoro. Secondo i dati Eurostat rielaborati dal ministero per lo Sviluppo economico, a stentare è soprattutto l’occupazione giovanile, che dal minimo registrato durante la crisi ha recuperato 0,9 punti (2,7 in Germania, 4,2 in Gb e 1,9 in Spagna).
Più in particolare, nel terzo trimestre il Pil registra una crescita dello 0,2%, dopo il +0,3% del secondo. In aumento il valore aggiunto di agricoltura, industria in senso stretto e servizi, mentre permane negativa la dinamica delle costruzioni. _x0001_A dicembre le previsioni del Pil sul 2015 sono riviste lievemente al ribasso, con un tasso di crescita che dovrebbe essere dello 0,8%. La crescita dovrebbe consolidarsi nel 2016. _x0001_Ad un nuovo incremento dei consumi finali (+0,4%) si associa una riduzione degli investimenti (-0,4%) che interessa macchinari e attrezzature (-0,9%). _x0001_Per la componente estera, si registra una crescita delle importazioni di beni e servizi (+0,5%) a fronte della diminuzione delle esportazioni (-0,8%). _x0001_Il tasso di disoccupazione, dopo essere rimasto stabile su livelli elevati fino a metà anno, è in discesa e si attesta a ottobre all’11,5% (-0,9 punti rispetto a giugno). Nei dodici mesi il tasso di disoccupazione scende di 1,4 punti. _x0001_Cresce il numero di occupati: rispetto a ottobre 2014 l’occupazione è in aumento di 75mila unità (+0,3%).
Il punto cruciale, però, è che stando ai dati del «Cruscotto congiunturale» messo a punto dal ministero dello Sviluppo economico, il livello di produzione industriale nel nostro Paese resta di oltre il 31% inferiore rispetto ai massimi del periodo precedente la crisi, il recupero rispetto ai minimi toccati in recessione è del 3%. La Francia ha invece recuperato l’8%, la Gran Bretagna il 5,4%, risalita del 7,5% per la Spagna. Lontanissimi i dati della Germania che ha recuperato il 27,8%. Dati più negativi per quanto riguarda il settore costruzioni, con Italia di 85 punti sotto il livello precrisi: è il nuovo minimo assoluto. E se il livello del clima di fiducia tra i consumatori è in miglioramento, i dati del mercato del lavoro restano peggiori degli altri big europei.
Leave a comment