
Notizie in chiaroscuro, ma con qualche elemento positivo, dall’Istat: riguardano la deflazione e l’occupazione.
A giugno, infatti, l’Istat ha stimato un aumento del numero degli occupati pari allo 0,3 per cento (+71 mila persone occupate), proseguendo la tendenza positiva già registrata nei tre mesi precedenti (+0,3 a marzo e ad aprile, +0,1 a maggio).
L’incremento ha riguardato sia la componente maschile sia quella femminile e soprattutto i lavoratori indipendenti (+78 mila), mentre sono rimasti sostanzialmente invariati i dipendenti.
Il tasso di occupazione, pari al 57,3 per cento è cresciuto di 0,1 punti percentuali rispetto al mese precedente.
In aumento anche la disoccupazione, dopo il calo di maggio (-0,8 per cento): + 0,9 per cento (+27 mila). Ma è stato provocato dall’affacciarsi sul mercato del lavoro di persone prima considerate nel novero degli inattivi (cioè di coloro che nemmeno cercano lavoro), gruppo diminuito di 0,4 punti percentuali (-51 mila).
Anche sul versante dei prezzi al consumo l’Istat ha registrato dati in chiaroscuro. A luglio, secondo le stime preliminari, l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, ha fatto registrare un aumento dello 0,2 per cento su base mensile e una diminuzione dello 0,1 per cento su base annua (era -0,4 per cento a giugno). Non siamo ancora usciti del tutto dalla deflazione, ma il calo dei prezzi ha subito un rallentamento.
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