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Visco: sofferenze da ridurre con o senza bad bank

28/10/2015
L'intervento alla giornata mondiale del risparmio

Le banche "gravate" da ingenti prestiti in sofferenza dovranno avviare un loro graduale ridimensionamento indipendentemente dall'avvio della cosiddetta 'bad bank', la società candidata ad acquistare e gestire gli attivi deteriorati che da tempo è al centro di un negoziato tra il Governo e la Commissione Ue. "Nelle prossime settimane la fattibilità del progetto verrà definitivamente accertata ", ha affermato il governatore di della Banca d’Italia, Ignazio Visco, parlando in occasione della Giornata del risparmio.

Le banche con un forte fardello di sofferenze "dovranno comunque individuare, d'intesa con le autorità di vigilanza, le modalità più adeguate per gestire nel modo più efficiente tali attivi, al fine di pervenire a un loro graduale ridimensionamento".

L'elevato stock di crediti deteriorati è un lascito della pesante fase recessiva, ha ricordato il governatore della Banca d'Italia. Il loro rapido riassorbimento faciliterebbe la ripresa del credito e un abbassamento del suo costo. Le misure legislative recentemente adottate dal Parlamento, tese a ridurre i tempi di recupero dei crediti, vanno nella giusta direzione e stanno contribuendo a riaccendere l'interesse a investire nelle attività deteriorate delle banche italiane. Si può stimare che se i tempi di recupero italiani fossero stati pari a quelli della Francia e della Germania l'incidenza delle sofferenze sul complesso dei prestiti sarebbe pari a meno della metà di quella attuale". Secondo Visco, "l'efficacia delle procedure fallimentari potrebbe essere ulteriormente migliorata con un rafforzamento dei requisiti organizzativi e di indipendenza di curatori e commissari; un impulso significativo potrebbe derivare dall'istituzione, come in altri ordinamenti, di un registro elettronico nazionale, accessibile al pubblico, contenente tutte le informazioni e gli atti rilevanti relativi alle procedure esecutive e concorsuali". E' importante accelerare perché nell'ultimo triennio le banche italiane hanno ceduto o cartolarizzato sofferenze per circa 11 miliardi (intorno al 2 per cento dello stock di sofferenze in essere) e le cessioni sono state di importo limitato anche nei primi mesi di quest'anno.

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