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Cresce il numero delle assunzioni a tempo indeterminato, ma il quadro generale resta ancora grigio.

11/08/2015
Gli ultimi dati dell'Inps segnalano un aumento dei contratti di lavoro stipulati nel primo semestre rispetto allo scorso anno. L'Istat, che rileva i dati generali su occupati e disoccupati, ancora non ha rilevato una ripresa dell'occupazione. La necessità di rendere confrontabili i diversi dati.

Dai dati dell'osservatorio sul precariato dell'Inps emerge inoltre che nel primo semestre del 2015 la variazione netta tra i nuovi rapporti di lavoro e le cessazioni (2.815.242 primi e 2.177.002 gli ultimi) è pari a 638.240 nuovi occupati, in netto aumento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno quando il saldo fu pari a 393.658 lavoratori. In particolare, le trasformazioni a tempo indeterminato di rapporti di lavoro a termine, comprese quelle degli apprendisti, sono state 331.917 (+30,6% rispetto al 2014). Pertanto, la quota di assunzioni con rapporti stabili sul totale dei rapporti di lavoro attivati/variati è passata dal 33,6% dei primi sei mesi del 2014 al 40,8% dei primi sei mesi del 2015".

Sono dati positivi, ma che vanno letti insieme a quelli dell’Istat, che riguardano non la quantità dei contratti firmati, ma le persone che hanno occupazione, quelle che non ce l’hanno e coloro che sono in cerca di lavoro. Da questo punto di vista il quadro generale appare ancora a tinte grigio scure. Tra maggio e giugno il numero dei disoccupati è cresciuto di 55 mila unità e il numero degli occupati è calato di 22 mila unità. Rispetto a un anno fa la disoccupazione è cresciuta dello 0,3 per cento (12,7 per cento), toccando quota 44,2 tra i giovani, nuovo record.
L'allarme sulla confusione dovuta ai diversi indici è stato lanciato dal presidente dell'Istituto nazionale di statistica, Giorgio Alleva, che ha annunciato una soluzione: "Stiamo ragionando su un progetto con ministero del Lavoro, Inps e Inail per rendere coerenti e integrare i dati, proliferati in questo periodo". Tutto parte dal fatto che negli ultimi tempi ai tradizionali comunicati dell'Istat, si sono affiancati, come uscite mensili, la nota flash sulla dinamica dei contratti di lavoro, firmata dal ministero guidato da Poletti (prima solo trimestrale) e l'Osservatorio sul precariato dell'Inps.
I numeri non coincidono perché – ha spiegato Alleva -, l'Istat fa riferimento a "un'indagine campionaria", che si basa sulle persone, mentre il ministero poggia sulle comunicazioni obbligatorie, "dati di tipo amministrativo", che riflettono l'andamento dei rapporti di lavoro.

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