
Torna la voglia di consumare, soprattutto presso le classi medie e più abbienti, che paiono voler festeggiare la fine di un periodo di seria preoccupazione, concedendosi qualche lusso da tempo agognato e rimandato. E' l'indicazione che arriva dall'indagine Acri-Ipsos in occasione della Giornata della Mondiale del risparmio.
I primi anni di crisi hanno visto la pesante riduzione dei risparmi e degli investimenti, successivamente l'elemento che sicuramente è stato più colpito sono stati i consumi. Nel 2015 il clima è diverso. Questa situazione riduce sensibilmente la negatività in molti ambiti, in generale tutte le tipologie di consumo risultano meno colpite rispetto al passato, e questo grazie soprattutto alla maggiore propensione al consumo da parte di coloro che non hanno avuto un serio impatto dalla crisi.
Da una parte ci sono coloro che sono stati effettivamente colpiti dalla crisi: essi continuano ad adottare una forte razionalizzazione delle proprie spese, quando non una vera e propria austerità. Queste persone continuano quindi con il loro approccio sostanzialmente cauto al consumo. Dall'altra parte c'è il gruppo di coloro che non sono stati colpiti dalla crisi, ma che per anni hanno ridimensionato o rinviato i consumi, per timore del futuro ed anche perché non era più di tendenza il consumo esibitivo. Tali individui ora si sentono molto più rassicurati nelle prospettive, inoltre avendo avuto comportamenti cauti negli ultimi anni si trovano ad avere delle maggiori disponibilità di denaro: oggi tornano dunque a consumare, anche se in modo più cauto rispetto a prima della crisi. Le loro spese si indirizzano soprattutto verso elettronica e telefonia, prodotti alimentari e spese per l'auto: rimane ancora poco fruito il fuori-casa.
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