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Lavoro, investimenti, equità: le proposte della sinistra Pd per migliorare la legge di stabilità

05/11/2015
Lotta alla povertà, finanziamento dei nuovi livelli di assistenza, piano per recuperare il dissesto idrogeologico invece di togliere la casa anche al terzo più ricco dei proprietari; non abbassare il tetto per l'uso del contante; recuperare miliardi di euro con le proposte Nens sulla riduzione dell'evasione Iva e utilizzo di questi fondi per il Sud, la riqualificazione edilizia, il sostegno alle persone che assistono familiari con handicap. Così come si deve ridurre il costo del lavoro invece di abbassare solo le tasse sui profitti delle società.

Togliamo la Tasi agli italiani meno abbienti e al ceto medio, ma lasciamo che la paghino i proprietari degli attici a piazza di Spagna a Roma o in via Montenapoleone a Milano. Con quei soldi si può finanziare l'avvio di uno strumento universale di lotta alla povertà, un piano per il dissesto del territorio o nuovi livelli di assistenza. E ancora: applichiamo il progetto del Nens per recuperare miliardi di euro di evasione fiscale sull'Iva e con quelle risorse tagliamo i contributi per i nuovi assunti al Sud, soprattutto giovani e donne, togliamo le imposte sulle compravendite di case, finanziamo la riqualificazione di scuole e strade, aiutiamo chi deve accudire familiari con handicap.

In buona sostanza possono essere riassunti così alcuni degli emendamenti che i deputati e i senatori della sinistra del Pd presenteranno in Parlamento per migliorare la legge di stabilità approvata dal governo e che hanno illustrato alla stampa nel corso di una conferenza, svoltasi nella sede del Pd e alla quale hanno hanno partecipato Maria Cecilia Guerra, Francesco La forgia, Gianni Cuperlo, Sergio Lo Giudice e Roberto Speranza

Gli emendamenti saranno presentati al Senato, recuperano la proposta di utilizzare i proventi della lotta all’evasione fiscale secondo il progetto ( che si può leggere in allegato) elaborato dal Nens, il centro studi fondato da Pier Luigi Bersani e Vincenzo Visco, e sono stati messi a punto partendo da una analisi della situazione economica e sociale e da alcune scelte di fondo attorno alle quali costruire un impianto migliore della legge di stabilità.

L’analisi è chiara. Alcuni segnali positivi indicano che, sia pure lentamente, l’Italia è uscita dalla recessione ed ha ricominciato a crescere. Tutto ciò è dovuto in parte all’impegno degli italiani, ma bisogna riconoscere che per larga parte discendono da condizioni favorevoli in ambito internazionale: la caduta del prezzo del petrolio, il favorevole tasso di cambio euro/dollaro, l’impatto positivo del Quantitative easing lanciato dalla Banca centrale europea. Il rallentamento della locomotiva cinese, i problemi derivanti dal debito dei paesi emergenti denominato in dollari e non ultimo lo scandalo Volkswagen ora possono rappresentare elementi di rischio. Così come permangono in Italia problemi di competitività, di debolezza delle infrastrutture, di corruzione e presenza della criminalità che frenano la possibilità di un più ampio slancio nazionale e di un maggiore afflusso di capitali esteri.

In questo contesto è decisivo per l’Italia non solo sostenere le imprese che esportano e che hanno difeso e anche acquisito più ampi spazi di mercato a livello internazionale, ma anche legalizzare la vita del Paese e sostenere la domanda interna, cercando di ridurre l’ingiusta divaricazione di reddito e di condizioni provocate dall’ultima, durissima crisi: le nuove povertà, assolute e relative, le Piccole e Medie imprese in difficoltà, le Partite Iva, la disoccupazione ancora a livelli preoccupanti nonostante il recupero sostenuto dalla decontribuzione, il divario Nord-Sud cresciuto in maniera preoccupante in questi anni.

Da qui la necessità di impostare un intervento di politica economica volto a sostenere la crescita, che non persegua questo obiettivo tagliando ulteriormente i servizi di welfare, che rappresentano il più importante ed efficace strumento di sostegno dei ceti meno abbienti e di riequilibrio delle disparità di condizione, e basato su tre pilastri centrali: il lavoro, gli investimenti, l’equità.

IMU-TASI PRIMA CASA. I primi tre emendamenti intervengono sulla norma che prevede di togliere la Tasi sulla prima casa. La nostra è di togliere l’imposizione sulla prima casa ai 2/3 degli italiani proprietari della prima casa e di lasciare invece che continui ad essere pagata sugli immobili di più alto valore. In questo modo si recupera un miliardo e mezzo di euro all’anno per il 2016 e gli anni successivi.

I tre emendamenti si distinguono per il diverso utilizzo che può essere fatto di questo miliardo e mezzo.

1) Il primo emendamento utilizza queste risorse per finanziare i nuovi Livelli essenziali di assistenza: prestazioni (ad esempio a tutela della gravidanza o contro le dipendenze) e strumenti di ausilio (informatici, per la mobilità personale, ecc.) alle persone con disabilità e non autosufficienti che il SSN attualmente non considera, e per permettere a tutti i cittadini l’accesso ai farmaci innovativi, primi fra tutti quelli contro l’epatite C, e alla cura delle malattie rare. La riduzione delle imposte non deve essere fatta a scapito del welfare

2) Il secondo emendamento utilizza queste risorse per mettere a punto un piano sistematico di intervento a difesa del suolo. Abbiamo bisogno di intervenire per difendere il suolo, perché siamo molto esposti al rischio di dissesto idrogeologico e una quota elevata della nostra popolazione vive in zone esposte. Investire in questi ambiti aiuta a prevenire disastri. E, a conti fatti, produce un risparmio. Basti pensare che circa il 10 per cento del territorio è a rischio di alluvioni, frane, valanghe. La maggior parte di queste aree riguarda centri urbani, aree produttive infrastrutture. Quasi 6 milioni di italiani vivono in queste aree. Il trend del consumo di suolo è impressionante (ISTAT: dal 1990 al 2005 3.5 milioni di ettari cementificati). Si stima che per anni siano stati costruiti una media di 20 edifici abusivi al giorno, e sono stati prodotti numerosi provvedimenti in deroga ai provvedimenti urbanistici, oltre a diversi condoni.

3) Il terzo emendamento prevede di utilizzare tali risorse per implementare il finanziamento della lotta alla povertà e in particolare ad accelerare l’introduzione di uno strumento universale di contrasto della povertà e per l’inclusione. 

INNALZAMENTO DEL TETTO POSTO ALL’USO DEL CONTANTE. L’uso del contante favorisce l’economia nera e l’illegalità. La Francia ha abbassato il tetto ai contanti da 3000 a 1000 euro dal primo settembre per ostacolare il finanziamento al terrorismo e noi invece lo alziamo? Siamo contrari a questa proposta e all’abolizione della tracciabilità obbligatoria nel pagamento degli affitti e nella filiera dell’autotrasporto, settori fortemente esposti al rischio di evasione fiscale e di attività di riciclaggio. Se ne chiede l’abolizione.

ABBASSIAMO LA PRESSIONE FISCALE CON LE RISORSE RICAVATE DALLA LOTTA ALL’EVASIONE, A PARTIRE DALL’IVA. Per fare pagare meno per sempre e per davvero chi oggi sostiene il peso delle imposte la via maestra è recuperare, almeno in parte, gli oltre 120 miliardi di evasione fiscale. Secondo le stime ufficiali, sia italiane che Europee, solo sull’Iva la perdita ammonta a più di 40 miliardi. La nostra proposta è di adottare almeno la trasmissione in forma telematica all’Agenzia delle entrate dei dati d’interesse fiscale contenuti nelle fatture; una misura che potrebbe avere come ricaduta una drastica semplificazione della contabilità e portare ad una riduzione dei costi degli adempimenti fiscali. In  Portogallo, una riforma dell’IVA basata su principi analoghi a quelli proposti, iniziata nel 2012 e andata gradualmente a regime a fine 2014, ha fatto incrementare le previsioni del gettito IVA 2015 del 14,4 per cento rispetto a quello ante-riforma (2011).

Con le risorse finanziarie che si recuperano per questa via possiamo ridurre le imposte per tutti quelli che oggi le pagano. Non solo. Le risorse finanziarie recuperabili con una vera lotta all’evasione possono servire a finanziare anche alcune forme alternative di riduzione fiscale, finalizzate a sviluppo, occupazione, edilizia.

Il SUD E’ UNA RISORSA PER IL PAESE. Si aiutano le imprese e l’occupazione al Sud con una forte azione a favore del lavoro e degli investimenti:

- la disoccupazione è elevata in Italia, ma lo è particolarmente al Sud e fra le donne del Sud: la decontribuzione ai lavoratori assunti a tempo indeterminato al Sud va aumentata, confermando il tetto fissato per il 2015 a 8060 euro;

- la deducibilità degli ammortamenti deve essere aumentata per gli investimenti, nuovi, al Sud, dove più è necessario rilanciarli. La nostra proposta è compatibile con le regole comunitarie.

EDILIZIA E RIQUALIFICAZIONE URBANA. Si può diminuire il peso della tassazione sulle transazioni che riguardano il mercato immobiliare (imposta di Registro, ipotecaria e catastale): questa si è una misura fiscale a favore dell’edilizia, molto più efficace della riduzione Imu-Tasi.

Si può contribuire al riuso del suolo edificato, alla rigenerazione nelle aree urbane e alla riduzione del consumo di suolo inedificato.

Altri emendamenti finanziati con i proventi della lotta all’evasione fiscale (con le misure già illustrate prima) prevedono alcune forme di spesa per motivi di equità o per il sostegno agli investimenti.

EQUITA’: SOSTEGNO DEI CAREGIVER. Ormai è diventato indispensabile aiutare tutte le famiglie che sono alle prese con l'assistenza e la cura quotidiane di un familiare gravemente disabile. I “caregiver” sono soprattutto donne: dove è presente un disabile grave, alla normale attività lavorativa esterna necessaria al sostentamento familiare le donne devono aggiungere la cura e l'assistenza quotidiana del familiare che non è in grado di badare a sé stesso. Tenere conto del logoramento che questo provoca e favorirne il pensionamento è solo una norma di civiltà.

PENSIONI, FLESSIBILITA’ IN USCITA. Il problema più generale della flessibilità dell’uscita pensionistica non può essere lasciato fuori. Pur con la necessaria attenzione alla stabilità dell’equilibrio finanziario è ormai indispensabile individuare una soluzione strutturale al problema di una rigidità che fa più male che bene ai lavoratori più anziani, al sistema produttivo e all’occupazione giovanile.

PUBBLICO IMPIEGO. La somma di 300 milioni per il rinnovo del contratto del pubblico impiego è insufficiente, quasi una beffa dopo la sentenza della corte costituzionale.

INVESTIMENTI SU STRADE E EDILIZIA SCOLASTICA. Edifici scolastici che devono essere messi in sicurezza, scuole che chiudono il sabato perché non ci sono soldi per  riscaldarle, paesi di montagna isolati dalle frane, decine di migliaia di chilometri di strade provinciali con scarsa o assente manutenzione, con inevitabili e gravi ripercussioni sulla viabilita` e sulla sicurezza per gli automobilisti. Non dobbiamo chiudere gli occhi di fronte a questa situazione. A queste funzioni devono essere assicurati finanziamenti adeguati. Secondo dati Upi, dal 2013 al 2015 gli investimenti per la sicurezza dei 130.000 chilometri di strade provinciali sono crollati da 7.318 euro/Km a 2.170 euro/Km; in tutta Italia.

RIDURRE IL COSTO DEL LAVORO PER LE IMPRESE INVECE DI DETASSARNE GLI UTILI. La manovra sostiene gli investimenti attraverso un aumento della deducibilità degli ammortamenti.

In alternativa all’operazione relativa all’Ires, la quale produce effetti solo in favore delle imprese in utile e che sono società di capitale, si prevede un intervento sugli oneri contributivi relativi ai lavoratori a tempo indeterminato. Una misura di questo tipo avvantaggia tutti i datori di lavoro privato, migliora la competitività della manifattura italiana riducendo ulteriormente il  cuneo fiscale, favorisce la tenuta occupazionale e rende strutturale il vantaggio dei contratti a tempo indeterminato, è più efficace nel sostenere la crescita del Pil.

GOOGLE TAX. La razionalizzazione dell’intervento fiscale sulle società sovranazionali è giusta da perseguire e può portare risorse. Le risorse che produce questo intervento vengono utilizzate per ridurre la pressione fiscale. Anche i proventi di questa misura potrebbero naturalmente essere impegnati tuttavia per provvedimenti alternativi, per esempio per sostenere il diritto allo studio.  

 

 

 

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