
La Confindustria sancisce che la ripresa non sarà così positiva come previsto dal governo e rivede al ribasso nell’ultima edizione degli Scenari economici (in allegato) le stime di crescita: 0,8 per cento quest’anno, contro lo 0,9 per cento previsto dal governo; più 1,4 per cento contro l’1,6 previsto nella nota di variazione al Def per il 2016; 1,3 contro l’1,6 previsto dal governo nel 2017.
Ma il Centro studi dell’organizzazione imprenditoriale fa anche di più. Andando in direzione diversa dalla narrazione del presidente del Consiglio, i tecnici della Confindustria confermano che l’ammontare dell’evasione fiscale supera i 120 miliardi di euro l’anno e che la lotta all’evasione è ormai il fattore più importante che limita la crescita del nostro Paese. Se fosse solo dimezzata l’evasione media in Italia (superata nella graduatoria dell’evasione solo dalla Grecia) e le risorse recuperate fossero impiegate nella riduzione delle aliquote la spinta alla crescita che potrebbe derivarne varrebbe ben più di tre punti di Pil l’anno.
E’ la conferma della fondatezza degli studi e delle proposte del Nens (in allegato), a cominciare dalle stime puntuali sulle quantità. Studi e proposte su come viene evasa l’Iva e come si potrebbero recuperare nel contrastare questo fenomeno alcune decine di miliardi di euro tra Iva e, di riflesso, su Irpef, Irap, Ires; su come potrebbero essere abbassate e razionalizzate le aliquote Irpef. lo stesso Renzi aveva detto che se ne sarebbe parlato nella legge di stabilità. Ma non è stato fatto nulla.
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