
La crescita della produttività è rallentata in molti paesi OCSE, anche prima della crisi. Ma il fenomeno ha avuto un andamento ben diverso se si guarda alle imprese che operano in mercati aperti alla concorrenza internazionale, che hanno messo a segno un buon progresso, alle imprese nazionali che non sono in diretta concorrenza con i mercati globali, dove la produttività è cresciuta a ritmi ben più lenti o addirittura alle imprese cosiddette pigre.
L’Ocse presenta in un corposo dossier questi risultati e li utilizza per sollecitare politiche non solo rivolte al rafforzamento della ricerca e dell’innovazione, ma anche e soprattutto all’apertura delle frontiere, al campo libero per le multinazionali, a una maggiore liberalizzazione nei rapporti di lavoro.
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